Attenzione
Lo storico scatolificio è in crisi. Ieri l’incontro in Palazzo Ducale e il presidio di protesta in piazza Napoleone
Corsonna, si va verso la cassa integrazione
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Il presidio dei lavoratori del Corsonna ieri davanti Palazzo DucaleIl posto di lavoro è a rischio per 150 lavoratori, fra gli stabilimenti di Barga e Bientina
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BARGA. Un faccia a faccia durato ore, proseguito fino a molto tardi in Palazzo Ducale, sulle sorti dello scatolificio Corsonna. Lo avevano convocato, congiuntamente, le Province di Lucca e Pisa. Erano presenti i sindacati dei lavoratori e un rappresentante della "Kappa Imballaggi" di Treviso, azienda che inizialmente aveva mostrato interesse a rilevare il Corsonna in crisi ma che poi si era allontanata. Quello che di sicuro sembra esserci, per gli 89 lavoratori dello stabilimento barghigiano dove si produce cartone ondulato (ma i dipendenti dell'azienda sono in tutto 150, compreso il sito industriale di Bientina) è che si aprirà un periodo di cassa integrazione. «Misura inevitabile - secondo Fabio Graziani della Slc Cgil - per tutelare i lavoratori dal punto di vista salariale». Da parte sua, il rappresentante della "Kappa Imballaggi" (che risulta collegata al gruppo Pro.gest, sede legale a Ospedaletto d'Istriana, un colosso del cartone ondulato) ha precisato, spiega ancora Graziani, che «l'azienda ha rescisso l'accordo con il Corsonna. Ma anche che lui si trovava al tavolo come osservatore». A partire dalle 16, i lavoratori del Corsonna hanno intanto inscenato in piazza Napoleone, davanti alla sede della Provincia, un presidio di protesta, con bandiere e striscioni. La crisi di questo stabilimento storico, infatti, ha turbato un vasto territorio nella Media Valle del Serchio, tantopiù che arriva a pochi mesi dalla dismissione dello stabilimento Alumi.l di Borgo a Mozzano, smantellato perché la proprietà ha trasferito la lavorazione (con oltre trenta addetti) nel sito industriale di Pontedera.
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