Il Tirreno

Lucca

«Ripartiamo dall'auditorium»

Ilaria Bonuccelli
Da destra Del Carlo, Favilla, Dallari e Casali
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Da destra Del Carlo, Favilla, Dallari e Casali

La Fondazione Bml pronta a fare da capofila per la progettazione

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LUCCA. Ripartire dal teatro. Dall'auditorium «modulare», per concerti da 100 persone e musical da migliaia di spettatori. Ma soprattutto con un palcoscenico e una buca per l'orchestra adatti alla lirica. Più di quanto lo sia il Giglio, per problemi (oggettivi) di dimensioni. La Fondazione Banca del Monte di Lucca - dice il presidente, Alberto Del Carlo - è pronta a farsi capofila nella progettazione di un teatro nuovo, attrezzato per ospitare (come si deve) le opere di Giacomo Puccini. Ma tutte le istituzioni devono sostenere l'iniziativa. E darsi da fare per reperire le risorse.  Del Carlo è convinto della necessità di investire su Giacomo Puccini, risorsa che dalla cultura si trasferisce al turismo e quindi all'economica. E più che mai questa necessità si avverte alla vigilia della riapertura della casa natale del Maestro, in corte San Lorenzo (acquistata e ristrutturata dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca). Ma l'avvocato Del Carlo è anche convinto che nessuno oggi possa realizzare da solo un nuovo teatro, al coperto, nel quale occorre investire milioni di euro.  Per l'estate c'è già l'arena di Torre del Lago, da oltre 3mila posti. in una posizione suggestiva, appoggiata com'è sulle sponde del Massaciuccoli. Manca, però, una struttura che si possa utilizzare anche in inverno, quando è freddo e quando piove. Una struttura che dovrebbe avere la sua collocazione naturale nella città natale di Giacomo Puccini. Presidente Del Carlo, una questione preliminare: perché oggi merita investire su Puccini? «Perché, come è già stato osservato, Puccini è il vero elemento di unificazione del territorio provinciale, che pure ha molte anime».  Puccini, dunque, è un buon marchio? «È più di questo. È un marchio d'eccellenza esclusivo della Lucchesia. Per gli yacht abbiamo Perini, per la musica c'è Puccini. Bisogna capire che di città musicali ormai è pieno il mondo. Solo in Italia contiamo Parma, Spoleto, Pesaro. Ma Puccini è solo lucchese. E al tempo stesso appartiene a tutto il mondo. Per questo merita investirci. Non dimentichiamoci che solo noi abbiamo quella splendida località che è Torre del Lago, con il lago che ha ispirato le opere di Puccini. Nessun altro paese al mondo può vantare un primato simile».  Se la materia prima c'è, che cosa manca? «Un luogo dove rappresentare le opere di Puccini. A Torre del Lago già esiste un teatro grande, ma è all'aperto. E per essendo conosciuto a livello internazionale, ora si avverte la necessità di un auditorium al coperto per rappresentare la lirica».  A che cosa pensa? «L'idea non è originale. Penso a un teatro polifunzionale e modulare, che possa ospitare i concerti cameristici di nicchia, gli spettacoli di grande richiamo, come i musical. Insomma, un tempio della musica, adatto anche alla lirica».  Ma ci sono le condizioni per realizzarlo? «Diciamo che da un punto di vista logistico ci sono le condizioni: Lucca è servita da tutte le autostrade e si raggiunge bene da ogni parte d'Italia. In più è la città natale di Giacomo Puccini. Non a caso, un paio di anni fa qualche cosa si era giù mosso in questa direzione».  Poi che cosa è successo? «Poi tutto si sia arenato. Un paio di anni fa, alcuni professionisti locali si erano fatti avanti anche con la Fondazione Bml proponendo un progetto per un teatro adatto alla musica e alla lirica. Noi ci eravamo interessati e avevamo anche contattato il Comune che si era dichiarato interessato al progetto. Poi, però, non ne abbiamo più saputo nulla. Ecco, oggi sarebbe di nuovo l'occasione per riprendere il discorso».  Per il nuovo teatro? «Intanto per ripartire con la progettazione. Con gli enti possiamo ricontattare i professionisti che si erano fatti avanti, ma ne possiamo anche individuare altri, tramite selezione se riteniamo che questa sia la strada migliore. La Fondazione Bml è disposta a farsi capofila in questa progettazione. Ma non possiamo essere soli a realizzare il teatro. Non abbiamo la forza economica. Servirebbe uno sforzo comune. Rapido».  Perché rapido? «Perché oggi ancora non esiste un auditorium per la costa toscana. Ma non vorrei che ci pensassero altre realtà come Pisa, Massa, Livorno o perfino Grosseto a colmare questo deficit».  Il suo è un appello? «Sì. A metterci insieme e a dare vita a un progetto sostenuto da tutti. La Fondazione Bml, lo ripeto, può essere capofila per la progettazione, ma tutti si devono impegnare nella ricerca di fondi».

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