Attenzione
Per Lanza, presidente del Centro commerciale Città di Lucca, occorre una nuova mentalità
Più servizi quando c'è gente
Barbara Antoni
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Lanza presidente del consorzio Città di Lucca Nelle vendite sempre meno i periodi di punta e vanno sfruttati
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LUCCA. Una Pasquetta di buoni affari per i negozi aperti. Un risultato che, secondo Federico Lanza, presidente del consorzio centro commerciale "Città di Lucca" di Ascom, «in vista del futuro ci fa ben sperare. Per le aperture domenicali, puntiamo a coinvolgere il maggior numero di colleghi. Perché quanti più negozi sono aperti, tanto più le persone sono motivate a venire a fare acquisti: è più attraente vedere duecento negozi aperti che venti». Aprire la domenica (o i festivi, come nel caso della giornata di ieri) è in parte anche questione di mentalità. E Lanza lo sa bene. «Il commercio tradizionale lucchese - dice il presidente del consorzio - è ancora un po' frenato verso l'apertura nei festivi, mentre gli imprenditori nuovi e non lucchesi che hanno negozi in città sono più motivati. E comunque, il risultato ottenuto è importante: prima, parlare di aprire la domenica era come bestemmiare. Ora viene visto come opportunità. Spero che questo pensiero si traduca in programmazione. Lucca non è ancora pronta a un calendario di apertura tutte le domeniche, ma gli eventi sono tanti e collegarli al commercio dovrebbe essere una logica». La discussione sul calendario domenicale riprenderà a settembre, non in maggio come era stato prefigurato. Alla luce di quanto emerso ieri, circa l'orario continuato poco praticato, Lanza ritiene che si tratti di «difficoltà derivanti dall'organizzazione del personale. Viviamo periodi di picchi positivi e negativi. Per i negozi che oggi (ieri, ndr) avevano bisogno di quattro addetti, in marzo ne bastava uno. Esistono possibilità di stage, ma dipende dalla qualifica che si cerca. Trovare un addetto qualificato per pochi mesi non è facile». Lanza si augura che a Lucca il commercio «non diventi un'attività da sfruttare solo alcuni mesi l'anno, legata prevalentemente al turismo». Ma sottolinea che «i fenomeni si stanno estremizzando, c'è sempre più lavoro in alcuni periodi e sempre meno in altri. In questi giorni sono tutti contenti, un mese fa si lamentavano tutti. Sforzandomi di essere obiettivo, noto che sta crescendo la durata dei periodi bui, mentre diminuisce quella dei periodi positivi. Quest'anno la Pasqua tardiva ha ritardato l'avvio del lavoro di venti giorni. Oggi (ieri, ndr) si è vista molta gente, ma Pasquetta ha concentrato il lavoro di più occasioni e questo è l'unico vero ponte di primavera».
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