Sicurezza
La ricetta di Magnani, ex direttore del Santa Croce
«Ospedale unico? A Castelnuovo Prima potenziamo quelli esistenti»
Luca Dini
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Lospedale Santa Croce di Castelnuovo Garfagnana 2 MINUTI DI LETTURA
CASTELNUOVO. Da direttore amministrativo dell'Asl a pensionato attento al dibattito sulla sanità in Garfagnana e Media Valle del Serchio, che dispensa consigli anche all'amministrazione comunale di Castelnuovo. Così Pier Giorgio Magnani, ex direttore amministrativo dell'ospedale Santa Croce e poi dell'Asl 4 Garfagnana per venti anni; successivamente dell'Asl 2 Lucca (dal 1995 al 2000) e dell'Asl 5 Pisa (dal 2000 al 2008). Magnani interviene sulla questione ospedale unico. «La costruzione di un nuovo ospedale in questa zona non porterà novità in quanto ad attività di alta specializzazione. Oltre a quelle esistenti, non ne possono essere previste altre in ospedali periferici e montani - sostiene Magnani -. Il nuovo ospedale porterebbe a un migliore utilizzo delle risorse sia di personale che finanziarie, evitando la dispersione che si verifica con sale operatorie sia a Barga che a Castelnuovo. Per risparmiare centinaia di migliaia di euro basterebbe unificare le due sale operatorie che inoltre permetterebbe di assicurare ai cittadini una migliore assistenza concentrando il personale in un'unica sede, vedi medici anestesisti». «Ben venga un nuovo ospedale - continua Magnani -, che dovrebbe sorgere a Castelnuovo perché in questo territorio, oltre a esistere una struttura funzionante, presenta tutti i parametri oggettivi (popolazione, territorio, ricoveri, infrastrutture, ecc.) che la indicano come sede naturale. Il vero problema che gli amministratori dovrebbero porsi, senza tralasciare l'eventuale costruzione del nuovo edificio ospedaliero, è di assicurare in modo ottimale, e di migliorare, le attuali prestazioni. Bisogna partire dai bisogni sanitari dei cittadini e compatibilmente con le risorse a disposizione, assicurare le prestazioni - prosegue Magnani - non si può partire dalle risorse e in base a queste programmare le prestazioni. Il pareggio di bilancio è sicuramente l'obiettivo che devono raggiungere tutte le Asl, ma questo non può essere raggiunto con la sola politica dei tagli sul personale, che deve essere proporzionato alle prestazioni da erogare costantemente. La nostra Asl è stata l'unica in Toscana a chiudere il bilancio di esercizio 2009 in attivo». «Altro aspetto fondamentale - prosegue l'ex direttore del Santa Croce - è il territorio: la nuova politica sanitaria orientata a ricoveri brevi, per intensità di cure, è giusta se accompagnata da una gestione territoriale. Il cittadino che viene dimesso deve trovare sul territorio l'assistenza necessaria per il suo completo ristabilimento, con strutture alternative al ricovero, assistenza sanitaria giornaliera. Il cittadino, una volta dimesso, non può essere abbandonato a se stesso; il servizio sanitario deve farsene carico. Pensiamo all'ospedale unico, ma intanto potenziamo quelli esistenti. Si dovrebbero utilizzare meglio anche i fondi della montagna».
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