Finanza
Gozzoli, lo studioso dell'antico Egitto
Conosce tutto della Valle dei Re, ora vive e lavora in Thailandia
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PIEVE S. PAOLO. La sua storia è quella di una passione realizzata. Nonostante un percorso lungo e difficile. Roberto Gozzoli ce l'ha fatta. Da Pieve San Paolo al Cairo con una fissazione: l'antico Egitto. Gli studi classici fino alla specializzazione a Birmingham, in Inghilterra, per diventare un egittologo. Gozzoli ha partecipato ad importanti scavi in Sudan ed ha scritto libri e pubblicazioni scientifiche sul periodo napateo e sulle grandi dinastie dei Faraoni. «Sono figlio di una famiglia contadina di Pieve San Paolo, i miei genitori emigrarono in America - ha raccontato pochi giorni fa a Capannori dove ha tenuto una entusiasmante lezione su faraoni, mummie e sarcofaghi - ero spinto dalla grande forza della conoscenza. Volevo sapere tutto sull'Antico Egitto. Dopo le scuole a Capannori e il diploma in lettere classiche ho iniziato il mio lungo viaggio di studi. Consiglio a tutti di andare all'estero, di fare una esperienza. Non è vero che bisogna essere di famiglia benestante. In Europa ci sono tante borse di studio. Bisogna studiare e credere nella propria passione. Anche se oggi, con i tagli alla ricerca, la strada è in salita». Per lui la Valle dei Re non ha segreti. Tuntankamon e Cheope lo hanno affascinato sin da piccolo. La folgorazione è stata un testo letto alle medie a Capannori. «Il "libro delle Piramidi" di Ceram. Poi, dopo il liceo classico, mi sono specializzato in egittologia all'università di Pisa e quindi in Inghilterra. Per diventare egittologo bisogna imparare almeno quattro lingue: inglese, francese, tedesco e spagnolo. Oltre all'arabo per fare ricerche sul campo. Testi in italiano purtroppo non ci sono. Sono stato cinque anni lontano dall'Italia girando tra Inghilterra e Germania dove la ricerca e la cultura sono considerate ancora un investimento sul futuro». A fare l'egittologo però non si campa. Così Gozzoli, 43 anni, si è inventato una nuova professione in Thailandia, dove vive a Bangkok con la famiglia. Attualmente è professore all'università di Siam ed è un heritage promoter, un esperto-valutatore di beni culturali e archeologici, qualcosa di più di una guida turistica. «Insegno come valorizzare siti e itinerari culturali - dice -. Il sistema Italia, per esempio, non riesce a sfruttare i suoi grandi tesori». Gozzoli conosce bene le realtà di Egitto e Sudan infiammate dalle rivolte popolari dei giorni scorsi. «Purtroppo dalle Stele di Rosetta al busto di Nefertari la storia dei saccheggi è vecchia, nonostante le Piramidi siano la principale attrazione turistica. Anche durante le recenti sommosse popolari, dal Cairo a Luxor, decine di musei e siti archeologici sono stati depredati da saccheggiatori. Centinaia di reperti millenari. L'Antico Egitto è visto come qualcosa di lontano da un paese che è islamico ed ha avuto un'altra storia».
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