Sicurezza
Compie 30 anni la gestione dell'ostello di S. Frediano
Domani festa per Mario Stasi che ha trasformato la struttura in un punto di riferimento
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LUCCA. Festa grande domani all'Ostello di San Frediano, in via della Cavallerizza, per i 30 anni di gestione del livornese Renato Stasi. Aperto in via del Brennero, come "Ostello Il Serchio", questo spazio per giovani è cresciuto nei decenni, soprattutto da quando si è trasferito all'interno del complesso dell'ex Real Collegio. Con l'arrivo il città, l'ostello Il Serchio è stato ribattezzato "Ostello San Frediano" ed è entrato a far parte dell'Associazione Nazionale Alberghi per la Gioventù (Aig). Negli anni ha ospitato i primi immigrati dall'Albania, le comitive di fedeli polacchi diretti a Roma per l'udienza del mercoledì di Papa Wojtyla, gruppi di Taiwan, studenti americani in soggiorno a Lucca per perfezionare l'italiano, associazioni sportive e squadre calcistiche. L'ostello, però, come ente morale ha anche accolto gli sfollati dell'alluvione di Vinchiana e in alcune occasioni, persone in difficoltà e temporaneamente senza dimora inviate dai servizi sociali del territorio. Con i suoi 140 posti letto, è una delle poche strutture in grado di ospitare gruppi numerosi all'interno delle Mura, a cominciare dagli studenti in gita. Inoltre allievi delle scuole di musica, cori e accademie trovano qui gli spazi ideali per provare gli strumenti e prepararsi a esami o spettacoli: i cori de "Il Baluardo", gli studenti della scuola di musica "Sinfonia", i membri della "JuniOrchestra" dell'Accademia di Santa Cecilia, l'istituto Boccherini le orchestre della Caledonian Academy. Perfino gli Inti Illimani sono stati ospiti dell'ostello. La chiave del successo dell'ostello San Frediano si può riassumere - scrive il gestore - con le parole del fondatore degli ostelli italiani, Aldo Franco Pessina: "Nell'ostello la cosa più importante non è l'ospite, ma sono la mente, il cuore e l'anima dell'ospite e di chi ospita".
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