Finanza
Fabbriche ancora in piena crisi
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Continuano ad arrivare i segnali di crisi dal comparto metalmeccanico provinciale. Sono ancora tanti le procedure di cassa integrazione aperte. Ma, rispetto all'anno scorso, preoccupa un dato aggiuntivo: la tendenza, da parte di più aziende, a smantellare centri di produzione in Lucchesia per emigrare in altre zone della Toscana se non d'Italia. Sono gli aspetti di maggior rilievo di un quadro del settore tracciato dal segretario provinciale Fiom Massimo Braccini.
Negli ultimi giorni, durante un incontro sulla situazione della Kme di Fornaci di Barga, azienda di laminati industriali che da un anno utilizza il contratto di solidarietà (orario ridotto per tutti i lavoratori, per lavorare tutti) a causa di una flessione produttiva, è stato chiesto un ulteriore prolungamento dello stesso ammortizzatore sociale per un anno.
Cassa integrazione in deroga aperta anche per i trenta addetti della Lencioni. Per problemi di liquidità finanziarie, l'azienda che realizza grandi opere in metallo potrebbe essere costretta a cessare. È in cassa integrazione straordinaria a rotazione da settembre 2010 la N.E. Engineering di Porcari. Un'azienda che produce macchine per carta, dove era già stata richiesta la riduzione di personale. Alla Balleri di Bagni di Lucca (legata per la produzione alla Kme) invece, dal 17 gennaio hanno preso il via tredici settimane di cassa integrazione per undici dipendenti su trenta.
Ha recentemente chiuso i battenti lo stabilimento Alumi.l di Borgo a Mozzano: per i sedici lavoratori (sui 38 in totale) che non hanno accettato il trasferimento allo stabilimento di Pontedera, si è aperto un anno di cassa integrazione straordinaria. Aria di decentramento anche alla Zanchetta di Montecarlo (produce macchine per la granulazione delle polveri farmaceutiche): 70 dipendenti in tutto.
Gli impiegati verranno trasferiti allo stabilimento di Calenzano e gli operai a quello di Bologna; la chiusura del sito di Montecarlo è previsto per fine anno. E a questo quadro si aggiunge un «panorama di piccole imprese, tra cui anche tante carrozzerie - dice Braccini - che utilizzano la cassa integrazione. La situazione attuale non è ancora di ripresa. In particolare soffre l'indotto delle macchine per carta. La crisi non è ancora superata e ritengo che una riflessione sia necessaria anche sui trasferimenti di sede».
Negli ultimi giorni, durante un incontro sulla situazione della Kme di Fornaci di Barga, azienda di laminati industriali che da un anno utilizza il contratto di solidarietà (orario ridotto per tutti i lavoratori, per lavorare tutti) a causa di una flessione produttiva, è stato chiesto un ulteriore prolungamento dello stesso ammortizzatore sociale per un anno.
Cassa integrazione in deroga aperta anche per i trenta addetti della Lencioni. Per problemi di liquidità finanziarie, l'azienda che realizza grandi opere in metallo potrebbe essere costretta a cessare. È in cassa integrazione straordinaria a rotazione da settembre 2010 la N.E. Engineering di Porcari. Un'azienda che produce macchine per carta, dove era già stata richiesta la riduzione di personale. Alla Balleri di Bagni di Lucca (legata per la produzione alla Kme) invece, dal 17 gennaio hanno preso il via tredici settimane di cassa integrazione per undici dipendenti su trenta.
Ha recentemente chiuso i battenti lo stabilimento Alumi.l di Borgo a Mozzano: per i sedici lavoratori (sui 38 in totale) che non hanno accettato il trasferimento allo stabilimento di Pontedera, si è aperto un anno di cassa integrazione straordinaria. Aria di decentramento anche alla Zanchetta di Montecarlo (produce macchine per la granulazione delle polveri farmaceutiche): 70 dipendenti in tutto.
Gli impiegati verranno trasferiti allo stabilimento di Calenzano e gli operai a quello di Bologna; la chiusura del sito di Montecarlo è previsto per fine anno. E a questo quadro si aggiunge un «panorama di piccole imprese, tra cui anche tante carrozzerie - dice Braccini - che utilizzano la cassa integrazione. La situazione attuale non è ancora di ripresa. In particolare soffre l'indotto delle macchine per carta. La crisi non è ancora superata e ritengo che una riflessione sia necessaria anche sui trasferimenti di sede».
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