Sicurezza
Trattativa Salov, scenari da definire
Barbara Antoni
◗
Sui lati due dei quattro fratelli Fontana con lex sindaco di Viareggio Marcucci I dipendenti chiedono intanto un confronto con la proprietà sul futuro dell'azienda
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «Secondo me, avete scritto imprecisioni. E il settimanale economico ha scritto altrettante imprecisioni. Comunque, non rilascio dichiarazioni». Alberto Baraldi, direttore generale di Salov spa, non ha altri commenti per la vicenda sulla presunta cessione dell'azienda dei Fontana. Il direttore generale sembra voler contraddire la veridicità della notizia, ma dall'altra parte non fornisce una diversa spiegazione. Nessuno dei fratelli Fontana impegnati nella conduzione dell'azienda (Alberto, 55 anni, presidente della società; Pier Luigi, 68 anni, e Antonio, 62, entrambi consiglieri delegati) ieri è risultato raggiungibile. La notizia della possibile cessione della storica industria che (dal 1919) produce olio a marchio Sagra e Berio (oggi negli stabilimenti in via di Montramito, territorio comunale di Massarosa, ma la sede originaria e dismessa si trovava a Viareggio), lanciata in prima battuta dal settimanale economico "Il Mondo" (secondo il quale sarà Mediobanca a curare la trattativa di cessione) ha scombussolato una larga platea di interessati: dalla Versilia, dove vive la maggior parte dei duecento lavoratori alle dipendenze di Salov (una lavorazione a ciclo continuo, sette giorni su sette, che fabbrica 400mila litri di olio ogni giorno e 130 milioni di pezzi confezionati ogni anno), alla Lucchesia. La famiglia lucchese Fontana, fondatrice e ancora oggi, alla terza generazione, proprietaria e conduttrice dell'azienda, è molto conosciuta in città e sul territorio provinciale. Tra i lavoratori, la notizia ha creato un notevole sconcerto, soprattutto perché in questi termini l'eventualità di un passaggio di mano dell'azienda non era nota, nemmeno nell'aria, come indiscrezione. Sembra infatti che da un po' di tempo corressero voci sul possibile ritiro dalla società di uno dei tre fratelli Fontana (Alberto, il presidente, è quello che in particolare si dedica all'estero; Luigi, il più anziano, cura invece in particolare il settore commerciale, mentre Antonio si occupa in azienda di area produttiva, confezionamento e raffineria), rimasti dopo l'uscita del quarto fratello, Dino. E quindi, che l'azienda stesse cercando un partner era un'ipotesi che aveva già preso campo. Lo stesso la possibilità che un partner accreditato fosse la società portoghese Sovena. Ma i lavoratori, che avevano già chiesto delucidazioni in questo senso, erano stati rassicurati che, eventualmente, la cessione avrebbe riguardato una quota di capitale, non la maggioranza della azioni come invece ipotizza l'ultimo scenario che si prospetta (il quale aggiunge, tra i partner interessati, anche il gruppo spagnolo Sos, proprietario dei marchi Bertolli e Sasso, e la Mataluni). Dei movimenti in corso, i lavoratori chiederanno lumi all'azienda già nel corso dei prossimi giorni, dopo le festività.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
