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Lucca

Polo fiere, chiarezza sul rilancio

Il Polo Fiere a Sorbano
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Il Polo Fiere a Sorbano

Tambellini: «Il sindaco spieghi quali garanzie ha l'investimento»

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 LUCCA. Serve più chiarezza sulle aziende partecipate del Comune, in molte delle quale sono in corso riassetti, possibili variazioni di quote col ritorno dei privati, tentativi di aumento di capitale per il rilancio. Per il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Alessandro Tambellini, la relazione fatta dal sindaco nella commissione consiliare non è stata sufficiente a fugare tutti i dubbi.  «Quando per la Polis fu deciso l'acquisto delle quote dei privati - afferma Tambellini - di Polis si disse che sarebbe diventata una società di trasformazione urbana oppure, se l'operazione non fosse riuscita, si sarebbe provveduto alla liquidazione. Non è avvenuto nell'uno nell'altro. Di tanto in tanto si dice di volerle affidare qualche progetto, senza tuttavia andare oltre annunci come quello del recupero dell'ex Oleificio Borella, la cui vendita all'Asl mi sembra alquanto improbabile».  Perplessità ci sono anche su Itinera.  «È nata come società consortile poi, dopo la fine ingloriosa del consorzio, si è avuta la trasformazione in Snc. Ora il sindaco vuol tornare a una società che abbia all'interno gli operatori del settore. Un'altra società consortile insomma».  Il percorso di Metro le pare più lineare?  «È stata il vero problema di Polis, alla quale Metro apparteneva. Un problema perché la società dei parcheggi non poteva destinare i propri proventi ad altro che ai parcheggi. Con la capogruppo Polis le cose andavano diversamente, in modo improprio. Ritornati in fretta nel pieno possesso pubblico di Metro, incalzati dalla Corte dei Conti, ora il sindaco cerca di nuovo partner privati».  Tiene banco la questione del Polo Fieristico. Perché funzioni sembrano necessari altri capitali.  «Il presidente, avvocato Stancanelli, ha detto che il Polo Fiere non può continuare a "vivacchiare". Se ci si crede deve essere rilanciato. Altrimenti meglio farne a meno. L'amministratore delegato, Marialina Marcucci, ha proposto le linee guida di un piano industriale di rilancio, per la realizzazzione del quale è necessaria una ricapitalizzazione che non solo azzeri il debito maturato, ma fornisca risorse utili per gli investimenti necessari per quel decollo che finora non c'è stato. Noi abbiamo sempre avuto molte perplessità sull'apertura di un polo fieristico a Lucca, in un'epoca in cui tutte le strutture del genere conoscono uno stato di crisi. Abbiamo sempre detto tuttavia che sarebbe stato sufficiente che il polo fieristico lavorasse in pareggio o in leggera perdita: la città ne avrebbe comunque guadagnato con le attività indotte. Il fatto è che il modo in cui il progetto è stato portato avanti ha inghiottito una quantità notevolissima di risorse (solo la quota Valore è stata pagata 2,3 milioni), con bilanci costantemente in rosso per qualche centinaio di migliaia di euro all'anno. Ricordo la messa a norma, ancora non conclusa, della ex fabbrica Bertolli; l'assenza di eventi certi fatta eccezione del Miac e ora della Fiera di Lucca; il coinvolgimento salvifico di Del Debbio, la creazione per lui della società di gestione Lucca Fiere e Congressi; la formazione in Lucca Fiere di una struttura operativa con tanto di dirigente; un piano industriale mai attuato; l'acquisto della partecipazione Valore da parte del Comune attraverso la Holding (che detiene ora il 65% del pacchetto azionario); il riassorbimento di Lucca Fiere nella società proprietaria della struttura quando la situazione era al collasso».  Il sindaco ha sempre difeso il Polo Fiere.  «Favilla ha sempre giustificato la bontà dell'intera operazione con la garanzia offerta dall'immobile di Sorbano, il cui valore di mercato è stato stimato circa 18 milioni, una cifra che remunerebbe ampiamente gli investimenti collocati. Di fronte alla richiesta di ricapitalizzare la Polo Fiere, il sindaco porti la questione in consiglio comunale, con il bilancio consuntivo del 2010 e un piano industriale di sviluppo. Dimostri poi che l'immobile di Sorbano può essere concretamente valorizzato i 18 milioni di cui ha sempre parlato. Le forze politiche potranno a quel punto decidere se ricapitalizzare la società con l'impiego di altre risorse oppure se scegliere diversamente». M.I.

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