Finanza
Il settore degli olii separato da quello del mattone
Interessi nell'immobiliare
Luca Cinotti
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Lex stabilimento Salov La vecchia sede della ditta è uscita dalla casa madre
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VIAREGGIO. Quasi mai, in economia, le novità nascono nel nulla. E anche nel caso della Salov questa massima vale. Se è notizia di questi giorni, infatti, la possibilità di un'uscita di scena dei fratelli Fontana (anche se il direttore generale Baraldi sembra più cauto), risale a luglio scorso il perfezionamento di un'operazione societaria che riguarda il ramo immobiliare del gruppo. In sostanza i Fontana hanno separato, con una scissione e un successivo conferimento di beni, il ramo degli olii da quello del "mattone". E, in particolare, da quello che ha in capo la vecchia fabbrica viareggina e che si occuperà del suo recupero. Come si legge in documenti ufficiali, infatti, lo scopo è di arrivare «alla distinzione tra le due principali attività svolte, ossia quella della "produzione e commercializzazione di olii alimentari" da quella propriamente "immobiliare"». Secondo quanto risulta da documenti ufficiali, davanti al notaio Fabio Monaco i tre fratelli Fontana hanno "scisso" dalla Salov una nuova società a responsabilità limitata, la "Innovare", dal capitale sociale di 90mila euro assegnato in maniera proporzionale ai tre soci. Una società che al primo punto del suo oggetto sociale ha - fra l'altro - "l'acquisto, la vendita, la permuta, l'allestimento, la conduzione e l'amministrazione dei propri immobili". Il secondo passaggio è stato quello di conferire la vecchia fabbrica della Salov a questa nuova realtà societaria (il cui presidente è Pier Luigi Fontana e che ha come consiglieri gli altri fratelli Alberto e Antonio). Un complesso che, in realtà, è diviso in due parti. In primo luogo, infatti, c'è lo stabilimento industriale vero e proprio (valutato circa 12 milioni) dove - si ricorda - devono essere innanzitutto bonificati e demoliti i grandi serbatoi che contenevano l'olio. La seconda parte è quella costituita dalla palazzina lato Massarosa, ad uso artigianale-indstriale, iscritta a patrimonio per 1 milione e 700mila euro. Nel primo bilancio della Innovare si ricorda che il complesso industriale oggetto di un piano attuativo, «con realizzazione di volumi residenziali e commerciali». Una vicenda che però - è storia di questi mesi - ancora è tutt'altro che chiara, visto che il commerciale potrebbe prendere il sopravvento sul residenziale.
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