Trasporti
Disagi e proteste al centro prelievi
Fabrizio Tonelli
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Proteste e disagi al centro prelievi del Campo di Marte per il sistema che regola gli ingressi alle sale dove viene prelevato il sangue. Infatti gli accessi non avvengono in base alla progressione numerica, ma secondo i tempi di permanenza all'accettazione. Che cosa succede in pratica? Chi entra nella palazzina del centro prelievi viene accolto da un operatore che, in base alla prescrizione medica, consegna all'utente un bigliettino su cui è scritto il numero che regola l'accesso agli sportelli dell'accettazione. Ci sono diverse corsie, dai prelievi normali a quelli per le donne in gravidanza e i bambini piccoli, alla pre-accettazione, che di fatto consente di saltare le code. Tutto fila liscio, fino alle operazione di accettazione. Una volta completata questa pratica, gli utenti si devono accomodare in un'altra saletta, più piccola e vicina alle sale prelievi, in attesa di vedere comparire sul display il proprio numero e quindi di effettuare l'esame. A quel punto però - come peraltro informano alcuni cartelli affissi sulle pareti - non vale più l'ordine progressivo. Se uno, per esempio, ha il numero 19 e deve fare il prelievo può vedersi passare avanti altre persone arrivate dopo di lui e che magari hanno i numeri 23, 25, 27, 30. Che non necessariamente - come detto - appaiono in ordine progressivo. Stupore e meraviglia sui volti della gente in attesa, che presto si trasforma in rabbia. Da un lato il cittadino non capisce perchè il display funzioni in questo modo; dall'altro si sente preso in giro, perchè è scavalcato da persone entrate al centro prelievi successivamente. La prima e naturale reazione è quella di chiedere informazioni al personale: così gli operatori addetti alle sale prelievi devono far fronte non solo al loro lavoro, tra provette e campioni di urine e altro, ma devono anche dare risposte agli utenti sempre più arrabbiati. Al punto che spesso, per placare gli animi, vengono fatti entrare nelle sale, anche se il loro numero non è ancora apparso sul display. L'Asl - interpellata dal Tirreno - chiarisce che gli accessi alle sale prelievi avvengono in base ai tempi di uscita dall'accettazione, dopo i quali gli utenti di fatto vengono riaccodati. Ciò significa che se un utente deve fare molti esami per cui la sua pratica richiede qualche minuto più di altre; o se l'operatore magari deve anche rispondere al telefono, o ha difficoltà a trovare un codice o ha bisogno di un tempo più lungo di altri per chiudere la pratica, l'utente viene penalizzato. Ed è costretto ad attendere più a lungo, una volta completata l'accettazione. Una spiegazione - quella dell'Asl - che non convince più di tanto. E basta restare qualche minuto nella saletta di attesa per rendersi conto dello sconcerto e della rabbia degli utenti. Il sistema appare senz'altro cervellotico e penalizzante, meglio probabilmente tornare alle vecchie modalità, con l'accesso progressivo. La direzione dell'Asl ha recepito la segnalazione e l'auspicio è che intervenga rapidamente per mettere fine a disagi e malumori, che si riflettono anche sull'attività del centro.
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