Sicurezza
Maggioranza perplessa sui dati messi in rete
Passo indietro sulla trasparenza dei redditi dei consiglieri
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LUCCA. Sulla trasparenza la maggioranza fa un passo indietro e rimanda l'atto in commissione. Le modifiche al regolamento e allo statuto comunale circa la trasparenza e pubblicità delle spese elettorali, della situazione patrimoniale di consiglieri, assessori e nominati presso associazioni, fondazioni, istituzioni aziende speciali e società partecipate del comune sono state votate all'unanimità da tutto il consiglio comunale. Ma sull'immediata esecutività la maggioranza ha chiesto, e ottenuto, il rinvio in commissione. Il motivo è semplice: i consiglieri di maggioranza, in particolare Massimo Checchia (Pdl), hanno sollevato dubbi circa la tutela della privacy, chiedendo che i dati pubblicati sul sito del comune siano in qualche modo protetti, prevedendo un sistema di controllo su coloro che vogliono accedere alla lettura degli atti. «I dati contenuti in internet - dice Checchia - sono visibili da chiunque. Questa è una cosa positiva, ma anche pericolosa: cioè se una persona qualsiasi mette nome e cognome di un assessore o di un membro di società partecipate può risalire a tutti i dati. Non credo che questa sia una cosa buona, nonostante che io sia d'accordo con la trasparenza». Della stessa idea Maurizio Dinelli, Forza Lucca: «La nostra proposta quindi, è quella di lasciare pubblici i dati, però chi vuole andare a leggerli deve lasciare una tracciabilità. Ad esempio lasciando il proprio nome e cognome, soprattutto per quei dati che non riguardano i nominati e non gli eletti». Su posizioni ancora più complesse il capogruppo del Pdl, Lido Fava, che sostiene come sarebbe più giusto «fare i trasparenti fino in fondo. Perchè non pubblichiamo tutta l'evoluzione patrimoniale di consiglieri, assessori da quando sono entrati in politica e da quando ricoprono incarichi politici e non solo dal 2008?». Per la minoranza, invece, la pratica doveva essere votata e resa immediatamente esecutiva già da giovedì pomeriggio, senza rinviarla in commissione partecipazione e trasparenza. (n.d.)
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