Il Tirreno

Lucca

Per 40 nuovi alloggi che verranno consegnati nel 2012 ci sono 450 domande. I sindacati degli inquilini attaccano il sindaco

Sos case popolari, quasi uno sfratto al giorno

Barbara Antoni
Il cantiere delle case popolari di Montuolo
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Il cantiere delle case popolari di Montuolo

L'anno scorso 288 famiglie morose costrette a sloggiare. Altre due da ieri non hanno un tetto

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 LUCCA. Una situazione grave per le case popolari sul territorio comunale. La denunciano i sindacati, e non solo con le parole, ma con i numeri. I più preoccupanti riguardano gli sfratti: 288 nel 2010 per morosità, il 10% in più del 2009 (dati del tribunale, spiega Mario Santarlascia dell'Uniat), oltre a 28 per finita locazione. Quasi uno sfratto al giorno. E sono solo le civili abitazioni.  A questi si aggiungono 135 sfratti di fondi occupati da attività, dato mai emerso finora, sintomatico degli effetti della crisi che ha messo in ginocchio famiglie e luoghi di lavoro.  «Due sfratti per morosità sono in corso stamattina (ieri mattina, ndr) - rivela ancora Santarlasci -. Altre due famiglie, una anche con figli piccoli, sono senza un tetto sotto il quale dormire».  Altro numero preoccupante riguarda le abitazioni a canone sociale, ovvero proporzionale al reddito.  «Dal 1998 - spiega Giancarlo Lippi dell'Uniat -, quando furono realizzati 32 alloggi in via Vecchia Pardini a Sant'Anna, il Comune non ha più costruito una nuova abitazione a canone sociale. Le case assegnate nel frattempo o erano libere perché l'inquilino era deceduto oppure perché la famiglia che la occupava se n'era andata. L'ultimo bando è stato indetto a dicembre 2009; hanno richiesto una casa 450 famiglie, che ancora oggi in attesa per i 40 alloggi che, se le ditte non falliranno, dovrebbero essere completati nel 2012, vent'anni dopo l'avvio del cantiere».  Non risulta equo, sottolinea sempre Lippi, il rapporto fra il numero complessivo di abitazioni sul territorio comunale (38mila, secondo i dati in possesso dei sindacati) e quello degli alloggi di edilizia popolare (910 sui 38mila complessivi). Una percentuale che non supera il 3%, quando invece, considera sempre l'esponente dell'Uniat, dovrebbe essere almeno del 10%.  I sindacati - rappresentati oltre che dall'Uniat, da Sebastiana Giliberto del Siciet Cisl e dal Sunia - se la rifanno con il sindaco Mauro Favilla, per promesse in materia di case popolari fatte e non onorate. «Quando Favilla si è insediato - dicono ancora i sindacalisti - aveva promesso un piano strutturale con piani di zona che individuassero aree da destinare all'edilizia popolare. Invece non è successo. E pensare che spesso la Regione mette a disposizione fondi per le case popolari, ma i Comuni li perdono perché non hanno aree da destinare a questi alloggi. Invece il Comune di Lucca dovrebbe destinare aree e risorse finanziarie per le case popolari. Non ci sono i soldi neanche per ristrutturare gli alloggi liberi, che ad oggi risultano una trentina, ma non vengono assegnate a nessuno perché dovrebbero essere prima messe a norma». E quando ci sono appartamenti libero e la cosa è nota, succede - come già è successo, dicono i sindacati - «che qualcuno sfonda una porta e occupa l'alloggio».

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