Il Tirreno

Lucca

Scoperti eternit e rifiuti a S. Alessio in un’area di dodicimila metri quadrati costituita da capannoni e terreni

Sequestrata mega discarica abusiva

In alto fusti e bidoni in plastica disseminati nell’area; a destra una veduta dall’alto della zona
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In alto fusti e bidoni in plastica disseminati nell’area; a destra una veduta dall’alto della zona

All'interno del complesso erano attive un'impresa nautica e una edile

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 LUCCA. L'area ex Nencini - 12mila metri quadrati tra capannoni industriali e terreni in via delle Piagge a S. Alessio - è stata sottoposta a sequestro preventivo dalla procura della Repubblica. La zona industriale dismessa era diventata una mega discarica abusiva a cielo aperto.  Dalle indagini emerge un quadro allarmante. In stato di totale abbandono fibre di amianto (eternit), carcasse di auto arrugginite e roulotte fuori uso, scarti di lavorazione di vario genere, fusti in cattivo stato di conservazione il cui contenuto è ancora al vaglio dell'Arpat e a forte rischio di dispersione nel suolo. Oltretutto la zona si trova in un contesto naturalistico limitrofo al Serchio e all'interno del parco fluviale.  IL BLITZ  Il sequestro preventivo è stato effettuato in via delle Piagge a S. Alessio dalla Compagnia della Guardia di Finanza guidati dal capitano Alessandro Di Filippo e dal luogotenente Alfonso in collaborazione con la pg della polizia municipale, il Corpo Forestale e l'Arpat. A scoprire l'area industriale dismessa i finanzieri durante una ricognizione in elicottero effettuata dalla sezione aerea di Pisa. Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Lucia Rugani, hanno individuato con estrema precisione l'ex area industriale Nencini evidenziando una situazione di pericolo. All'interno dei capannoni anche scarti di lavorazione industriale e fusti in cattivo stato di conservazione. Nel corso del blitz è stato sorpreso anche un operaio marocchino, dipendente dell'impresa edile con sede all'interno dell'area, intento a svolgere la sabbiatura di manufatti in ferro all'aperto e senza alcuna autorizzazione e protezione.  DUE DENUNCE  Dagli accertamenti dell'autorità giudiziaria - confortati da sopralluoghi e appostamenti - emerge che all'interno del complesso dismesso in realtà venivano svolte due attività imprenditoriali: un rimessaggio di natanti e un'impresa edile. I finanzieri hanno sorpreso un lucchese di 65 anni che aveva adibito parte dell'area per il rimessaggio di imbarcazioni di medie dimensione attrezzando anche un'officina per la manutenzione dei natanti. L'ispezione ha portato anche alla denuncia di lucchese di 40 anni che, sempre all'interno dell'area, aveva stabilito la sede di un'impresa edile. Al momento la situazione è cristallizzata: ma le indagini proseguono per capire se vi siano altre responsabilità omissive.

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