La manifestazione
«Casali deve lasciare il Giglio»
Ilaria Bonuccelli
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Platea affollata per uno spettacolo al teatro del Giglio La maggioranza conferma la scelta di sostituire l'attuale cda del teatro
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LUCCA. Sono tutti d'accordo, maggioranza e opposizione. Aldo Casali e il suo consiglio di amministrazione devono lasciare il Giglio. Resta solo da stabilire la data. Per il centrosinistra il tempo sarebbe già scaduto; il centrodestra è disposto ad aspettare ancora un po'. Qualche settimana, magari fino al 31 maggio, termine ultimo per l'approvazione del consuntivo del teatro, già annunciato in forte perdita. In un primo momento, la maggioranza aveva accettato anche la scadenza imposta dal sindaco per la sostituzione dei vertici del teatro: la firma dell'accordo fra Giglio e la Pergola, portato avanti dal presidente Casali. Ma se per questo accordo ci sarà da aspettare ancora qualche mese - come annuncia l'assessore alla cultura, Letizia Bandoni - il discorso cambia. Anche se Casali in persona, all'ultima riunione della cabina di regia politica, ha snocciolato cifre e dati per dimostrare quanto sia stata positiva la gestione del suo consiglio di amministrazione, soprattutto a fronte dei tagli subiti da tutte le parti (a cominciare dalla Fondazione Crl). Queste spiegazioni, però, non fanno cambiare idea alla maggioranza, come sottolinea il capogruppo di Forza Lucca, Maurizio Dinelli: «Sulla gestione del teatro sono state fatte considerazioni di natura politica e amministrativa che hanno portato il consiglio comunale, all'unanimità, a votare un documento per il rinnovo dei vertici del teatro. Anche l'assessore alla cultura era d'accordo: se ora ha cambiato idea non ci possiamo fare nulla. Noi chiediamo il rispetto di quel documento che chiede la sostituzione di tutto il cda del Giglio. Il direttore generale è stato cambiato (anche perché il 31 dicembre è stato mandato in pensione, ndr) e ora bisogna procedere». La scadenza data dal sindaco - ricorda Dinelli - era «la firma dell'accordo fra Giglio e Pergola, ma se i tempi si dilatano è ovvio che il ricambio si deve garantire prima dell'approvazione del bilancio da parte del Comune». Del consuntivo del teatro - lascia intuire Dinelli - ma anche del preventico del Comune «visto che, per quanto ci riguarda, i due documenti sono strettamente collegati». A risolvere la questione dei tempi della sostituzione di Casali, secondo Franco Fabbri, presidente del consiglio comunale, «a questo punto ci penserà la legge: sappiamo che il cda del teatro decade con la presentazione del secondo bilancio in rosso consecutivo. D'altra parte non possiamo intervenire su sensibilità particolari, che portano le persone ad assumere determinate posizioni (come quella di non dimettersi, ndr). Il dato importante è che il consiglio comunale ha approvato un documento per esprimere una volontà politica di rinnovamento dei vertici del Giglio e io per primo, per il ruolo istituzionale che ricopro, chiedo il rispetto di questo atto». Del resto - prosegue Fabbri - anche il «sindaco condivide la sostanza della posizione del consiglio comunale, ma non la tempistica indicata dall'aula. Comunque, lo ripeto, a un certo punto sarà la legge a determinare la decadenza del cda». Che in questo momento - come ha fatto presente Casali alla riunione di maggioranza - ha un'urgenza: dimostrare di non aver operato male. E, anzi, di aver operato bene, viste le risorse promesse e poi tagliate. Come i 450mila euro della Fondazione Crl. Solo che nessuno ha cercato di capire le ragioni di questa retromarcia della fondazione di via San Micheletto.
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