Il Tirreno

Lucca

«Sono presidente e non mi dimetto»

Ilaria Bonuccelli
In testa al tavolo Casali la seconda da destra è l’assessore Bandoni
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In testa al tavolo Casali la seconda da destra è l’assessore Bandoni

Il proclama di Aldo Casali che fa slittare l'approvazione del consuntivo a fine maggio

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 LUCCA. «No, non mi dimetto. Sono e resto presidente del Giglio, a tutti gli effetti». La voce è sicura. Aldo Casali conferma che non ha alcuna intenzione di lasciare il teatro. Neppure ora che il deficit è conclamato. Dà l'annuncio davanti all'assessore alla cultura, Letizia Bandoni, che non lo smentisce. Anzi. Appoggia la scelta di Casali di chiudere l'iter dell'approvazione del bilancio consuntivo 2010 non prima del 31 maggio «come prevede la legge».  I messaggi che il sindaco ha tentato di mandare in queste settimane da palazzo Orsetti al Giglio sembrano non essere stati captati. Di sicuro sono sistematicamente ignorati quelli del consiglio comunale che a dicembre, all'unanimità ha sfiduciato, il cda del Giglio, i direttori (amministrativo e artistico) e ha chiesto un'approvazione rapida del consuntivo dell'anno scorso. Con un fine preciso: avere conferma del disavanzo e reclamare la sostituzione del consiglio di amministrazione in virtù della norma che sancisce la decadenza dell'organismo in caso di due passivi consecutivi.  Il passivo, il secondo, c'è, ma le dimissioni del cda, invece, non arrivano. La questione ora è nelle mani del sindaco. Ce l'ha messa, di nuovo, la consulta di maggioranza che ieri pomeriggio si è riunita proprio per affrontare la questione dei nuovi vertici. Casali insiste a dire che la sua gestione è stata buona, il Comune gli offre un'onorevole via d'uscita: lasci, appellandosi al fatto che l'azienda speciale del Giglio verrà sostituita dalla Fondazione del teatro. Se da questo orecchio Casali non ci sente, allora dovrà mollare per forza una volta che il consuntivo del Giglio, ma anche il preventivo del Comune, arriveranno in consiglio comunale. Anche perché la maggioranza (e non solo l'opposizione comunista) vuole che l'ordine del giorno di dicembre venga onorato.  Casali, comunque, per ora resta. Come anticipato a novembre Il Tirreno la sua manovra è di portare quanto più avanti possibile l'attuale gestione, sfruttando tutto il tempo a disposizione per approvare il consuntivo. Questo gli consente di prendere impegni - «da presidente» - con il Boccherini per il 2012 per «produrre più lirica a costi contenuti. Questo accordo - sottolinea Casali - ci consentirà di mettere in scena più di un titolo o due. Quindi, lo dico da presidente, dobbiamo metterci subito al lavoro».  Casali, quindi, sembra non prendere neppure in considerazione l'idea di non essere più presidente del Giglio, il prossimo anno, malgrado i conti in rosso del teatro. A quanto ammonti il deficit, però, con certezza ancora non si sa. È sicuro che siano alcune centinaia di migliaia di euro, non cancellate neppure dal salvagente da 100mila euro lanciato al Comune e, quindi, al teatro, dalla Presidenza del consiglio con un contributo straordinario per le celebrazioni (leggi: un concerto) del 150º anniversario dell'Unità d'Italia. La scelta di non anticipare a quanto ammonti il deficit del teatro è dell'assessore Bandoni: «Faremo conoscere a tutti i conti del Giglio, ma non ora. Sarà garantita la massima trasparenza, quando sarà il momento: il bilancio deve essere approvato entro il 30 maggio. A quel punto comunicheremo le cifre, a tutti e non solo a chi ce le chiede (Il Tirreno, ndr)». Nessuna parola, però, viene spesa su come farà il Comune a ripianare questo deficit, viste le difficoltà di cassa (e non solo) proclamate da mesi. Questo appare un dettaglio di scarsa importanza. Almeno fino a quando non si parla di attività e di necessità di produrre di più a costi ridotti. Ma tanto la programmazione per la prossima stagione del Giglio è già stata decisa dal cda sfiduciato che ancora non ha consegnato al Comune i conti del 2010, mentre da mesi ha già consegnato il bilancio di previsione 2011.

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