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Puccini, uno sconosciuto di cui mancano perfino i souvenir
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LUCCA. «È una città che ti affascina al primo incontro. Le Mura, le chiese, i palazzi, le strade strette su scorci meravigliosi. Un angolo di Toscana che ti fa sentire a tuo agio anche grazie alla cortesia della gente». Così parla John Ceschini, docente all'università George Mason della Virginia. «Le mie visite - dice il professore italo-americano di origini trentine - sono sempre state limitate a pochi giorni. Ho conosciuto le bellezze artistiche ed enogastronomiche e ho maturato l'impressione che i lucchesi, pur gentili e affabili, siano un po' gelosi del loro centro storico. Turismo sì, insomma, ma a piccole dosi. E pensare che questa è la città natale di Giacomo Puccini, compositore di bellissime opere conosciuto in tutto il mondo. Puccini dovrebbe essere il fiore all'occhiello - insiste Ceschini - di tutti gli eventi. Invece, è quasi impossibile trovare anche un souvenir dedicato a questo grande compositore. E pensare che nelle nostre facoltà di musica, professori, studenti e appassionati di opera sono affascinati dall'idea di trascorrere una settimana a Lucca. Saremmo lieti di promuovere Lucca e Puccini, ma per farlo c'è bisogno che la città organizzi eventi di livello in suo nome». D.T.
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