Finanza
Giovane arrestato per stalking
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I carabinieri hanno arrestato il minore accusato di stalking Studente sedicenne si ribella dopo le ennesime molestie e minacce
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LUCCA. Ha continuato a perseguitare il coetaneo reo di avergli soffiato la fidanzatina, ma stavolta il tribunale per i minori di Firenze lo ha arrestato e lo ha affidato alla custodia dei genitori. Non ha ancora 18 anni lo studente di Lammari che si è visto arrivare a casa i carabinieri che gli hanno notificato la decisione dei giudici. La vittima di questa brutta storia è un sedicenne, che nei mesi scorsi aveva denunciato ai carabinieri di essere finito nell'occhio del ciclone. La sua "colpa" era quella di aver portato via la ragazza al ragazzo ora arrestato. Quest'ultimo, spalleggiato da cinque amici (tra cui anche una ragazzina) secondo le imputazioni aveva iniziato a minacciare il rivale, anche con sms. Comportamenti durati nel tempo, che a dicembre avevano portato alla denuncia dei sei, tre minorenni e tre da poco maggiorenni. Tutti accusati di atti persecutori: continue minacce verbali e telefoniche e tentativi di aggressioni. A mettere fine alla lunga serie di quelle che i carabinieri ritenevano ritorsioni nei confronti del sedicenne (di Lucca) erano stati i militari della stazione di Lammari, guidati dal maresciallo Antonio Basta. Ma la denuncia non ha fermato l'innamorato spodestato. Stando alle imputazioni, nei giorni scorsi è andato ala stazione di Pisa dove la vittima dello stalking studia. È salito sul suo stesso treno, lo ha individuato e ha iniziato a vessarlo con offese e provocazioni. Ma la vittima non ha subito in silenzio. Non appena gli è stato possibile si è rivolto alla polizia ferroviaria e ha raccontato tutto. Gli agenti hanno informato il tribunale per i minori di Firenze che ha deciso per l'ordinanza della misura cautelare in casa per atti persecutori. Le indagini erano iniziate nell'aprile 2010, quando il sedicenne vittima del presunto stalking insieme ai genitori si era rivolto ai carabinieri per denunciare le continue persecuzioni. I carabinieri accusavano i giovani di aver in più occasioni affrontato la vittima in gruppi di due o tre alla volta, minacciandola verbalmente e in qualche circostanza anche strattonandola.
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