Sicurezza
Alce, stop alla produzione del tannino
Barbara Antoni
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Una protesta degli operai di Alce davanti Palazzo Ducale a Lucca Per i quaranta addetti si apre di nuovo un periodo di cassa integrazione
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BAGNI DI LUCCA. Da domani stop alla produzione del tannino nello stabilimento Alce di Fornoli. La lavorazione rimarrà ferma, secondo le previsioni, fino al 12-13 maggio. Si riaprono così le porte della cassa integrazione (in deroga) per i circa quaranta addetti al reparto. Vanno ad aggiungersi agli altri lavoratori, sempre in cassa integrazione, non utilizzati per la fabbricazione del tannino. Lo stop alla lavorazione, spiega l'amministratore delegato di Alce Maurizio Varraud, nasce da un rallentamento delle commesse in questo periodo. «Lavoriamo in base agli ordini - dice l'ad di Alce - e questo è il periodo in cui ne abbiamo di meno. Utilizzeremo la cassa integrazione per i lavoratori addetti. Contiamo di ripartire con il tannino entro tre settimane, presumibilmente verso il 12-13 maggio». La richiesta di cassa integrazione in deroga riguarda i circa quaranta lavoratori del tannino e gli altrettanti rimasti alle dipendenze di Alce (circa una quindicina, negli ultimi mesi, sono usciti dal'azienda) è arrivata ieri mattina durante una riunione in Palazzo Bernardini a Lucca, sede dell'Associazione Industriali, a cui erano presenti anche i rappresentanti sindacali dei lavoratori. Quanto alla realizzazione della centrale a biomasse, l'azienda conferma - attraverso il suo amministratore delegato - di essere intenzionata a proseguire, e in velocità, sulla strada finora tracciata. Anzi, come sottolinea lo stesso Varraud, «entro breve termine apriremo il cantiere per la costruzione della centrale. E - sottolinea - non ci sarà da aspettare mesi: i lavori propedeutici alla costruzione dell'impianto prenderanno il via nell'arco di pochissime settimane». Ma, per un «patto di riservatezza», Varraud si astiene dal commentare la prosecuzione delle trattative con potenziali partner per il progetto della centrale a biomasse. Si limita solo a dire che «la trattativa è in corso e il progetto va avanti». Anche se già alcuni mesi fa, secondo indiscrezioni, avrebbero dimostrato interesse verso la centrale società multinazionali nel campo dell'energia. Una svolta per l'intera vicenda, comunque, arriverà con il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale in merito ai ricorsi contro la centrale a biomasse presentati da Legambiente e dai comitati Ambiente e Salute. Il pronunciamento è atteso per il 5 luglio, dopo che i ricorenti avevano rinunciato, a dicembre 2010, alla sospensiva optando per il parere di merito. Un modo, è stato spiegato, per abbreviare i tempi del ricorso, i cui temi principali sono due: incompatibilità dello strumento di pianificazione territoriale con la centrale a biomasse e coerenza della stessa con il piano energetico regionale». Legambiente e i comitati sono rappresentati dall'avvocato Nicola Marcuccetti.
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