Finanza
Il pm non ha ancora stabilito se far eseguire l’autopsia o un esame esterno sul cadavere di Laura Giannarini assassinata con 5 colpi di pistola
Omicidio, stamani l'interrogatorio in carcere
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Il corpo senza vita di Laura coperto dal lenzuoloIgor Paolinelli inizia a realizzare quanto è accaduto domenica sera a Piazza di Brancoli
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LUCCA. Stamani il sostituto procuratore Elena Leone deciderà se incaricare il medico legale Stefano Pierotti di effettuare l'autopsia o un semplice esame esterno sul cadavere di Laura Emanuela Giannarini, 44 anni, la domestica uccisa con sei colpi di pistola dal suo fidanzato Igor Paolinelli, 40 da compiere il 29 aprile, che che si trova detenuto in isolamento nel carcere di S. Giorgio. Paolinelli è accusato di omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione, dei futili motivi e del porto abusivo di arma da fuoco.
L'autopsia chiarirebbe meglio la traiettoria degli spari e soprattutto se l'imputato abbia agito nei confronti della vittima con crudeltà (un'altra aggravante) sparandole quando era a terra inerme. Intanto, sempre nel corso della mattinata, il giudice delle indagini preliminari Marcella Spada Ricci si recherà in carcere per l'udienza di convalida dell'arresto dell'omicida difeso dall'avvocato Filippo Tacchi. Stando al suo legale il giovane è molto teso ed inizia a realizzare quello che è accaduto. Nell'ultimo colloquio avuto ieri mattina gli ha confidato che lui non voleva uccidere la donna di cui era innamorato.
L'ha fatto perchè, stando alle sue dichiarazioni, è stato provocato dal racconto della fidanzata degli incontri avuti con altri spasimanti. A quel punto, accecato dall'ira, ha preso la pistola che deteneva nel cruscotto, è sceso dall'auto, le si è parato dinnanzi e le ha sparato addosso l'intero caricatore. Alla luce dell'interrogatorio di garanzia reso davanti al pm e all'udienza di convalida di stamani il legale dell'omicida deciderà sulla strategia difensiva da seguire. La mania ossessiva della presenza di una forza esoterica capace di legarlo a quella donna anche contro la sua volontà attraverso una fattura o un legamento d'amore frutto di una magia impossibile da spezzare se non con l'omicidio è stata la chiave di lettura per spiegare il movente del delitto. Un ragionamento confuso e contorto che può anche essere spiegato con la momentanea incapacità d'intendere e volere.
Una semi-infermità mentale manifestatasi al momento del delitto. Aggravata da una condizione che l'autore del crimine riteneva essere d'inferiorità nei confronti di una donna emancipata, libera e reduce da alcune esperienze sentimentali. In relazione alla detenzione delle cinque pistole - la Smith & Wesson calibro 38 special l'ha usata per uccidere l'innamorata - la richiesta era stata regolarmente presentata in questura con tanto di certificati e documentazione medica dell'Asl. Armi da collezionismo, non da difesa. Da concedere a soggetti che prima dello scatenarsi del folle gesto non avevano mai manifestato disagi di natura mentale o psichica e quindi ritenuti innoqui. Per quanto riguarda la presenza di Igor Paolinelli alla Croce Verde di Ponte a Moriano, l'uomo non è mai stato iscritto all'associazione di volontariato, ma stando a quanto dichiarato da un membro della pubblica assistenza di tanto in tanto assisteva per curiosità alle lezioni di pronto soccorso. L.T.
L'autopsia chiarirebbe meglio la traiettoria degli spari e soprattutto se l'imputato abbia agito nei confronti della vittima con crudeltà (un'altra aggravante) sparandole quando era a terra inerme. Intanto, sempre nel corso della mattinata, il giudice delle indagini preliminari Marcella Spada Ricci si recherà in carcere per l'udienza di convalida dell'arresto dell'omicida difeso dall'avvocato Filippo Tacchi. Stando al suo legale il giovane è molto teso ed inizia a realizzare quello che è accaduto. Nell'ultimo colloquio avuto ieri mattina gli ha confidato che lui non voleva uccidere la donna di cui era innamorato.
L'ha fatto perchè, stando alle sue dichiarazioni, è stato provocato dal racconto della fidanzata degli incontri avuti con altri spasimanti. A quel punto, accecato dall'ira, ha preso la pistola che deteneva nel cruscotto, è sceso dall'auto, le si è parato dinnanzi e le ha sparato addosso l'intero caricatore. Alla luce dell'interrogatorio di garanzia reso davanti al pm e all'udienza di convalida di stamani il legale dell'omicida deciderà sulla strategia difensiva da seguire. La mania ossessiva della presenza di una forza esoterica capace di legarlo a quella donna anche contro la sua volontà attraverso una fattura o un legamento d'amore frutto di una magia impossibile da spezzare se non con l'omicidio è stata la chiave di lettura per spiegare il movente del delitto. Un ragionamento confuso e contorto che può anche essere spiegato con la momentanea incapacità d'intendere e volere.
Una semi-infermità mentale manifestatasi al momento del delitto. Aggravata da una condizione che l'autore del crimine riteneva essere d'inferiorità nei confronti di una donna emancipata, libera e reduce da alcune esperienze sentimentali. In relazione alla detenzione delle cinque pistole - la Smith & Wesson calibro 38 special l'ha usata per uccidere l'innamorata - la richiesta era stata regolarmente presentata in questura con tanto di certificati e documentazione medica dell'Asl. Armi da collezionismo, non da difesa. Da concedere a soggetti che prima dello scatenarsi del folle gesto non avevano mai manifestato disagi di natura mentale o psichica e quindi ritenuti innoqui. Per quanto riguarda la presenza di Igor Paolinelli alla Croce Verde di Ponte a Moriano, l'uomo non è mai stato iscritto all'associazione di volontariato, ma stando a quanto dichiarato da un membro della pubblica assistenza di tanto in tanto assisteva per curiosità alle lezioni di pronto soccorso. L.T.
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