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Lucca

 LUCCA. Configurate come quarto livello (cassiera) e invece addette a mansioni di terzo ...

Barbara Antoni
Una commessa al lavoro
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Una commessa al lavoro

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 LUCCA. Configurate come quarto livello (cassiera) e invece addette a mansioni di terzo o secondo (rispettivamente, assistente alla vendita e caponegozio).  I casi di commesse sottoinquadrate e sottopagate sono frequenti, spiega il segretario della Filcams Cgil Umberto Marchi.  Ma «mentre nei supermercati riusciamo ad avviare vertenze per chiedere il riconoscimento del livello - spiega il sindacalista -, è molto diversa la situazione per le commesse dei piccoli negozi, anche del centro storico. È difficile se non impossibile per le lavoratrici di queste aziende avviare una vertenza, mettersi contro il negozio. Che può anche licenziarla, e per le aziende sotto i quindici dipendenti non esiste nemmeno la possibilità di ricorrere in base all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, quello che definisce il licenziamento per giusta causa».  Per tutti questi motivi, considera Marchi, «le commesse dei negozi sono molto titubanti a rivolgersi a noi. Si fanno vedere, come è successo sabato quando abbiamo allestito il gazebo in via Fillungo sull'angolo con via Sant'Andrea, chiedono informazioni, ma temono di essere viste. A nostro parere, esiste un problema di informazione: spesso le commesse non conoscono i propri diritti e nemmeno le novità che le riguardano, in base al contratto di lavoro rinnovato a firma solo di Cisl e Uil».  Una novità di rilievo riguarda infatti il trattamento della malattia, che - anche per i dipendenti del commercio - ha fortemente risentito dell'influenza dell'effetto Mirafiori.  «Forse molte commesse non sanno - continua il sindacalista della Filcams - che secondo il nuovo contratto, dopo cinque eventi di malattia (cinque certificati, esclusi quelli di continuazione della malattia) in un anno, i primi tre giorni di assenza dal lavoro non vengono più retribuiti».  In pratica, al primo e secondo certificato i primi tre giorni di malattia vengono retribuiti al cento per cento; al terzo al 66%, al quarto al 50%. Dal quinto certificato in poi, i primi tre giorni di malattia non sono pagati, in base a un criterio inserito nel contratto per dare battaglia all'assenteismo.

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