Il Tirreno

Lucca

Laura è la quinta vittima

L.T.
Lunata: il luogo dell’omicidio
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Lunata: il luogo dell’omicidio

Dal settembre 2009 una catena di omicidi scatenati dalla gelosia degli uomini

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 LUCCA. Uomini che odiano le donne. Quello di Piazza di Brancoli è il quinto caso in Lucchesia, dal settembre 2009, di omicidio volontario scatenato dal raptus della gelosia. I protagonisti sono ex fidanzati, ex mariti, ex compagni o semplici spasimanti che non sanno reggere di fronte al rifiuto della loro donna.  Ecco i terribili episodi di sangue degli ultimi 18 mesi.  Omicidio di Lunata. Il 5 ottobre 2009 alle 17 nel piazzale sul retro della farmacia Giannini a Lunata. Uccisa sotto dai colpi di marrancio Loreta Salemme, 46 anni, originaria di Napoli. A massacrarla Francesco Sabbatino, 59 anni, anche lui campano, accecato dalla gelosia. Verrà condannato a 30 anni di reclusione.  Omicidio di Gallicano. L'8 dicembre 2009 Simone Baroncini, 35 anni, pisano, uccide strangolandola Vanessa Simonini, 20 anni, non reggendo all'ennesimo rifiuto. Anche per lui si spalancano le porte del carcere; dovrà scontare 30 anni di reclusione.  Uccide e poi si spara. È la notte tra il 25 e il 26 maggio dello scorso anno a Verciano. Dejan Ilic, 29 anni, entra nel giardino della villetta dove abita l'ex compagna Alessandra Biagi, 27 anni, da cui ha avuto una bambina. Aspetta che torni a casa e di fronte al padre di lei le spara tre colpi con un fucile da guerra modificato con le canne mozze. Due sono letali: raggiungono la ragazza al torace e all'arcata sopraccigliare sinistra. A quel punto avvicina la canna alla bocca e fa fuoco. Un omicidio-suicidio che lascia sgomenta l'intera comunità.  Delitto a Bagni di Lucca È la tarda mattinata del 7 dicembre 2010 quando a Villa di Bagni di Lucca nelle vicinanze del parco Leonard Grisfha, 24 anni, muratore albanese, esplode sette colpi di pistola all'indirizzo di Kaliannys Cala Perez, 27 anni, origini cubane, un figlio. Si era invaghito di lei e non voleva che accettasse soldi da nessun altro.  Le spara anche quando è a terra in una pozza di sangue, per finirla, e poi fugge nei boschi circostanti. La sua latitanza dura tre giorni, poi i carabinieri lo arrestano. Il 4 maggio davanti al gup Pezzuti dovrà rispondere del reato di omicidio volontario con una triplice aggravante: la premeditazione, i futili motivi e la crudeltà.

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