Il Tirreno

Lucca

Fotovoltaico, a rischio tanti progetti

Nicola Nucci
L’installazione di un impianto fotovoltaico
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L’installazione di un impianto fotovoltaico

In sospeso anche un investimento da 3 milioni per sostituire i tetti delle case popolari

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 CAPANNORI. Progetti bloccati, finanziamenti a rischio, un futuro da chiarire al più presto. E' una fase di stallo per le aziende del fotovoltaico. Il decreto Romani ha gettato nell'incertezza uno dei pochi settori in attivo, con decine di imprese nella Lucchesia, molte attive a Capannori e Porcari.  Comuni che hanno sposato con regolamenti ad hoc una politica di sostegno alle energie rinnovabili. Tra i progetti in sospeso c'è persino una bonifica dei tetti delle case popolari per sostituirli con sistemi solari più ecologici e in grado di produrre energie "verde". Un investimento da oltre 3 milioni portato avanti dall'Erp, a cui ha aderito anche il comune di Capannori (oltre a Lucca), tra i primi comuni della Toscana ad installare pannelli fotovoltaici su scuole (già in quattro istituti del territorio) ed edifici pubblici (il Municipio e la mensa comunale, in futuro anche le pensiline dei parcheggi). Sulla stessa linea il Comune di Porcari che ha sostenuto la green economy in Padule (due grandi parchi fotovoltaici realizzati da Alivalgreen) e vuole fare altrettanto per le scuole e lo stadio. Un settore in subbuglio dopo che il tanto discusso decreto governativo ha anticipato al 31 maggio la scadenza del piano degli incentivi che stimolano la produzione di energia alternativa, pulita ed economica. «Tutti i progetti non conclusi, allacciati e collaudati sono stati cancellati poiché attualmente non è prevista nessuna tariffa - dice Eugenio Baronti, ex assessore regionale e comunale, consulente sul fotovoltaico per alcune ziende della Piana - il Governo ha detto che entro la fine di aprile varerà un nuovo piano di tariffe incentivanti a partire dal 1º giugno. Intanto i progetti sono fermi. E' un allarme realistico». Le aziende del settore si auspicano un dietrofront per non creare gravi danni ad un settore in grande espansione. «Uno dei pochi che tira in questa fase di crisi dal punto di vista economica e occupazionale, con oltre 15 mila addetti in Toscane e molte aziende installatrici anche nella Piana di Lucca» dice Baronti. Tra i progetti a rischio c'è n'è uno proprio ideato da lui. Un piccolo stadio all'inglese, senza recinzioni e una tribuna "fotovoltaica" a Lammari finanziata col credito sportivo da realizzare per la squadra del Mario Micheli in Eccellenza e del suo vulcanico patron Luigi Isola che ha abbracciato il progetto con entusiasmo. Lo stesso ha fatto il Comune, con la possibilità tra l'altro di ricavare dei proventi. «Noi avevamo presentato al Comune di Capannori il progetto di una centrale biomasse da 10 megawatt per produrre energia elettrica da olio vegetale, da fonti rinnovabili - dice Massimo Manobianco, uno dei titolari di Volta Energy - il giudizio in fase preventiva dell'assessore Ciacci era stato positivo. Ora è tutto fermo. L'isterismo istituzionale del Governo ha provocato il blocco immediato delle commesse e anche gli istituti bancari sono restii a concedere finnziamenti in questa fase di stallo». Pochi giorni fa la Regione ha approvato una nuova legge che vieta l'installazione di maxi- impianti fotovoltaici a terra (non oltre 200 kw) in tutto il territorio toscano per evitare la progressiva erosione di terreno agricolo. Cosa diversa dagli impianti sui tetti che a Capannori sono ormai una realtà grazie proprio agli incentivi e alle politica ambientale del Comune.

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