La manifestazione
Omicidio premeditato e per futili motivi
La procura non ha dubbi. Igor Paolinelli, 40 anni ancora da compiere, ha ucciso l'ex fidanzata, Laura Giannarini, 44 anni, con premeditazione e per futili motivi scaricandole addosso l'intero caricatore
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LUCCA. La procura non ha dubbi. Igor Paolinelli, 40 anni ancora da compiere, ha ucciso l'ex fidanzata, Laura Giannarini, 44 anni, con premeditazione e per futili motivi scaricandole addosso l'intero caricatore: sei proiettili con la sua Smith & Wesson calibro 38 special. Quattro al tronco, due su un fianco mentre cadeva a terra. Quarantacinque minuti per confessare l'omicidio davanti al sostituto procuratore Elena Leone e al capo della squadra Mobile, il vice questore aggiunto Virgilio Russo.
Il movente? La gelosia. Lei, stando al suo racconto, lo tradiva e lui non lo sopportava. Ma non riusciva a lasciarla e così ha deciso di troncare il rapporto nel peggiore dei modi: uccidendola. Le ha dato un appuntamento domenica sera verso le 21 sulla piazzetta a 200 metri dalla sua abitazione. Appena è arrivata l'ha fatta salire in auto. Hanno iniziato a discutere animatamente. Poi lei è scesa, sbattendo lo sportello lato guida. Dal cruscotto l'omicida ha preso la pistola, che aveva portato da casa con i colpi in canna, e passando dietro alla sua Fiat Marea a 10 metri di distanza le ha esploso l'intero caricatore.
L'autopsia stabilirà se i due fori d'entrata all'altezza del fianco siano stati una sorta di colpo di grazia inferto mentre la donna stava cadendo a terra. A quel punto l'assassino è risalito in macchina e mentre stava tornando a casa con il cellulare ha chiamato il 113 per costituirsi consegnando la pistola, indicando il luogo dove si trovava la vittima e confessando il delitto.
Il movente? La gelosia. Lei, stando al suo racconto, lo tradiva e lui non lo sopportava. Ma non riusciva a lasciarla e così ha deciso di troncare il rapporto nel peggiore dei modi: uccidendola. Le ha dato un appuntamento domenica sera verso le 21 sulla piazzetta a 200 metri dalla sua abitazione. Appena è arrivata l'ha fatta salire in auto. Hanno iniziato a discutere animatamente. Poi lei è scesa, sbattendo lo sportello lato guida. Dal cruscotto l'omicida ha preso la pistola, che aveva portato da casa con i colpi in canna, e passando dietro alla sua Fiat Marea a 10 metri di distanza le ha esploso l'intero caricatore.
L'autopsia stabilirà se i due fori d'entrata all'altezza del fianco siano stati una sorta di colpo di grazia inferto mentre la donna stava cadendo a terra. A quel punto l'assassino è risalito in macchina e mentre stava tornando a casa con il cellulare ha chiamato il 113 per costituirsi consegnando la pistola, indicando il luogo dove si trovava la vittima e confessando il delitto.
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