Il Tirreno

Lucca

«Era fredda, ho capito»

R.L.
I rilievi del medico legale e degli agenti della questura (Vip)
◗
I rilievi del medico legale e degli agenti della questura (Vip)

Il soccorso inutile di una ex guardia giurata

4 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. «Me la sono trovata davanti, stesa in mezzo alla strada. Mi sono avvicinato, era immobile. Sangue? No, non ne ho visto. Era buio, lei era vestita di scuro. Mi ha colpito il fatto che avesse le ciabatte. Mi sono avvicinato, aveva gli occhi aperti. Ho intuito il dramma. Le ho preso il polso, era freddo. Allora ho chiamato il 118». Non è ancora finita la domenica di sangue a Piazza di Brancoli, paesino a una ventina di chilometri dalla città, immerso nelle colline. Ormai manca poco a mezzanotte. Ma Marco Vettori, ex guardia giurata, è ancora scosso. È stato lui, poco dopo le 21, a trovare Laura Giannerini, stesa in mezzo alla strada. È stato lui a capire che era morta. E che a stroncarla, probabilmente, non era stato un malore.  Parla a fatica Vettori. Anche se sono quasi tre ore, ormai, che l'omicidio di Laura Giannarini è stato scoperto. In questura è già in corso l'interrogatorio del fidanzato quarantenne, Igor Paolinelli, di San Gemignano di Moriano. Incensurato, disoccupato, proprietario della Smith and Wesson usata per uccidere la quarantaquattrenne originaria di Pieve di Cadore, in provincia di Belluno. Cinque, forse 6, i colpi esplosi dall'arma regolarmente registrata. A sparare sarebbe stato proprio il quarantenne lucchese. Avrebbe chiamato lui la polizia, dopo il delitto. Poi in questura avrebbe confessato.  Oggi sarà il giorno della ricostruzione. Ieri sera è stato il tempo delle testimonianze. Della ricerca di chi aveva visto o sentito qualche cosa. «Io - racconta Vettori - sono uscito di casa come tutte le sere, dopo cena, per la solita passeggiata con il cane, prima di andare a dormire. Dopo alcune decine di metri, non saprei dire con esattezza, ho visto un corpo in mezzo alla strada, nei pressi della cappellina. Mi sono avvicinato e ho riconosciuto Laura». Quando l'ex guardia giurata scorge la vicina di casa è già scuro. Nota che è in ciabatte e, quindi, sul momento pensa a un malore. «È stato il primo pensiero - riprende - perché non ho notato sangue. Forse non l'ho visto perché era già buio».  La donna è riversa, con gli occhi sbarrati, che non vedono più. Indossa un paio di jeans, un giubbotto marrone, che dovrebbe ripararla dal freddo. «Mi sono chinato - ripete Vettori - e le ho tastato il polso. Non ho sentito battito. Era freddo. Ho chiamato il 118, ma avevo già capito che non c'era più nulla da fare». Se non avvertire anche le forze dell'ordine.  L'arrivo della polizia infrange la quiete di un paese di una sessantina di abitanti, dove c'è una chiesa splendida (la chiesa di S. Maria) e solo un negozio di alimentari. Non c'è neppure un bar. I primi ristoranti sono in altre frazioni della Brancoleria. Qui, da queste parti, la gente si conosce tutta. Anche quella originaria di fuori, come Laura Giannarini, papà di Cortina e mamma della zona, casalinga, con la quale viveva da qualche tempo.  Laura Giannarini era separata e Igor Paolinelli era il suo compagno. Forse non attraversavano un momento semplice, visto che lui risulta disoccupato, almeno stando ai primi accertamenti della polizia. Lei, invece, faceva le pulizie. Ma molto di più ancora non si sa di questa donna, uccisa per motivi che dovrà chiarire l'inchiesta.  Le sorelle, infatti, non se la sentono di parlare. È comprensibile. Laura è stata appena assassinata. Per tutti è uno choc. Il paese è sconvolto da un fatto di sangue che in una domenica di primavera affolla le poche strade della frazione di agenti, di ambulanze. E anche di un carro funebre. Come scatta l'allarme, infatti, a Piazza di Brancoli arrivano le volanti della polizia, poi i dirigenti della squadra mobile, gli esperti della scientifica guidati da Moreno Andreotti, al lavoro insieme al medico legale, Stefano Pierotti, per ricostruire la scena del crimine. Capire quale sia stata la traiettoria dei proiettili, quale sia stato il colpo letale. Nel frattempo il magistrato di turno, Elena Leone, è in questura, per l'interrogatorio di garanzia a Paolinelli: deve capire soprattutto che cosa lo abbia spinto a compiere un gesto del genere. La notte è appena iniziata.  Ma per Igor, per le famiglie, per chi indaga si annuncia lunga.  Molto lunga.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web