Finanza
"Paninata" contro il caro mensa
Nadia Davini
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La paninata in piazza Napoleone Genitori e bambini in corteo per chiedere tariffe più basse
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LUCCA. Palloncini, fischietti, magliette colorate e tanti, ma tanti, panini. Così, con una grande merenda collettiva in piazza Napoleone organizzata dal comitato di protesta, i bambini e i genitori delle scuole materne ed elementari del Comune hanno protestato contro il caro mensa, gustando un buon panino a sedere su tovaglie e coperte, stile pic-nic, in piazza Napoleone. La manifestazione, ampiamente partecipata e colorata, è partita dal Caffè delle Mura per raggiungere il cuore della città e informare la cittadinanza della mobilitazione iniziata mesi fa, con striscioni, volantini e megafoni. Magliette gialle con su scritto "panino day" e un lungo striscione d'apertura, che si faceva spazio in via Vittorio Veneto con la scritta "Delle promesse ci siamo fidati, ma al 16 aprile siamo arrivati". Come a dire che in tutti questi mesi poco è stato fatto da parte dell'amministrazione comunale e la questione è ancora lontana dall'essere sbloccata e definitivamente risolta. Le richieste del comitato infatti sono ancora tutte sul tavolo, in primo luogo quella relativa alla tariffa del buono pasto. Troppo alta e iniqua, per i genitori, perchè prevede che i costi di ammortamento del nuovo centro unico di cottura siano pagati dalle famiglie invece che dal Comune. «Era stato detto - affermano i genitori - che il nuovo centro unico di preparazione pasti avrebbe comportato una ottimizzazione dei costi del servizio di ristorazione scolastica, grazie alla razionalizzazione nell'impiego di risorse di personale e nella gestione dei processi produttivi. L'ottimizzazione avrebbe dovuto consentire anche un recupero i costi per la realizzazione del centro. A fronte di queste assicurazioni invece il costo del buono pasto è aumentato, e di parecchio. Questo perché le spese di ammortamento della struttura, che è un bene dell'intera collettività, viene spalmato solo sugli utenti del servizio. Eliminando i costi di ammortamento, il prezzo del buono pasto si abbasserebbe a 3,60 euro per la fascia massima». Restano le criticità relative all'individuazione, da parte dell'amminstrazione, del consumo di energia come indicatore di benessere delle famiglie. «Questo criterio - continuano i genitori - ha come risultato la collocazione dell'85 per cento degli utenti nella fascia massima di tariffazione. «I consumi primari non possono essere considerati indicatori di benessere. Abbiamo chiesto, e continuiamo a farlo, la costituzione di un tavolo permanente di confronto tra genitori e amministrazione comunale: a mesi di distanza dalla richiesta ancora non è stato mosso un passo. «Proponiamo inoltre l'adozione di un nuovo regolamento delle commissioni mensa, che consenta il concreto coinvolgimento degli utenti nell'azione di presidio e sorveglianza del servizio di refezione». Questa richiesta mira a evitare le problematiche che sono sorte con l'apertura del nuovo centro unico a San Filippo: «Cibi che arrivano freddi, pasta con consistenza indecente, menù che cambiano improvvisamente. «Per non parlare del criterio incoerente utilizzato per il trattamento di secondo e terzo figlio: lo sconto maggiore si applica al figlio che meno usufruisce del servizio mensa». I panino-day continuano in gran parte delle scuole lucchesi, a rotazione, così da coprire l'intera settimana. I genitori su questo punto sono chiari, come recita lo slogan di uno striscione del corteo di ieri: «E se il buono non conviene, un panino tutti insieme».
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