Il Tirreno

Lucca

Condannato ex amministratore Metro

L.T.

Era accusato di appropriazione indebita per aver sottratto dalle casse oltre 110mila euro che poi ha restituito ottenendo uno sconto di pena

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 LUCCA. L'ex amministratore delegato della Metro - società partecipata dal comune di Lucca e deputata a svolgere attività di gestione dei parcheggi pubblici - è stato condannato dai giudici del tribunale (presidente Valentino Pezzuti, a latere Letizia Di Grazia e Riccardo Nerucci) a un anno di reclusione e 500 euro di multa con i benefici di legge per essersi appropriato di oltre 110mila euro in un periodo antecedente al dicembre 2008. Brunello Giuntini, 58 anni, residente nella periferia cittadina, era accusato di peculato, ma il reato - su richiesta dello stesso pubblico ministero - è stato derubricato in appropriazione indebita. La pena decisamente mite inflitta all'ex amministratore della Metro, difeso dall'avvocato Elido Guerrini, tiene in considerazione l'attenuante del risarcimento del danno alla parte offesa (la Metro) visto che l'imputato ha ammesso l'addebito e prima dell'inizio del processo ha restituito il maltolto.  Giuntini al presidente del collegio giudicante ha spiegato che in quel frangente si trovava in difficoltà finanziarie sostenendo che quel denaro, sottratto alle casse della Metro, lo aveva impiegato per un'operazione salvavita a un bambino che in realtà si era poi rivelata una truffa.  A quel punto - prima del Natale 2008, quando la Metro si accorse degli ammanchi - l'ex amministratore delegato iniziò a restituire la somma sottratta in varie soluzioni incassando, considerato il suo potere di firma, gli assegni destinati ai fornitori che non riscuotevano quando dovuto. Prima dell'inizio del procedimento penale Giuntini aveva ricoperto il buco quasi interamente. Restavano da risarcire 21mila euro. Che l'imputato, dopo le dimissioni dalla carica, ha restituito con la liquidazione ricevuta.  Durante l'udienza il legale di Giuntini ha chiesto per il suo assistito l'assoluzione mentre il pubblico ministero ha ottenuto la derubricazione del reato da peculato ad appropriazione indebita chiedendo la condanna a quattro mesi di reclusione con i benefici di legge.

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