La manifestazione
Se.Ver.A, il giorno della protesta
Luca Dini
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Lavoratori di Se.Ver.A. e sindacalisti ieri al corteo a Castelnuovo Massiccia presenza al corteo. I sindacati chiedono ai Comuni di collaborare
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CASTELNUOVO. Un tavolo con le istituzioni e con l'azienda per risolvere la situazione. Lo chiedono con forza i sindacati che ieri hanno manifestato con i lavoratori per lo sciopero provinciale del comparto igiene ambientale e nel caso specifico per la crisi di Se.Ver.A. spa. Il corteo si è mosso dalla zona industriale, è transitato davanti al Comune e si è concluso in piazza Umberto. I lavoratori sembrano rassegnati all'idea del fallimento della società, ma si aspettano il pagamento degli stipendi arretrati. Gli interventi più animati sono stati quelli dei sindacati che a gran voce hanno chiesto chiarezza e programmazione. «L'intero settore dell'igiene ambientale in provincia è al collasso: 30 dipendenti in cassa integrazione di cui 15 sono gli addetti all'impianto di Castelnuovo, chiuso da circa un anno, altri sono senza stipendio da mesi - dice Maurizio Becucci (Cisl) -. Abbiamo sentito tanti discorsi, ma nessuna decisione sullo smaltimento dei rifiuti. Abbiamo le nostre idee, ma ci duole che non ci sia nessuna decisione e che siamo di fronte a un'azienda pubblica che non dà garanzie di servizio ai cittadini e per questo scioperiamo. Al sindaco di Castelnuovo Gaddo Gaddi chiediamo chiarezza per il futuro, chiediamo un piano industriale in grado di dare risposte allo smaltimento dei rifiuti, chiediamo certezze di occupazione e prospettive ai lavoratori. Non ci sono i soldi per pagare lavoratori, ma il servizio c'è stato comunque. Proponiamo un tavolo composto da Provincia, azienda e Comuni per studiare un piano per salvare azienda pubblica». Molto più accorato l'intervento di Michele Massari (Cgil). «I cittadini - dice Massari - hanno speso milioni di euro per un impianto che oggi non funziona per le scelte dei nostri amministratori. Scioperiamo per il posto di lavoro, per lo stipendio che ogni mese è a rischio o non c'è proprio. Ci chiediamo come sia stata gestita questa azienda, ci devono spiegare perché attorno a Se.Ver.A sono nate tante altre società, oggi in liquidazione o fallite, riempiendo così il sistema Se.Ver.A. di decine di milioni di debiti che vanno pagati perché i cittadini le bollette le pagano. Gli amministratori assistono al fallimento di una società che è la loro. E che fanno? La funzione di Se.Ver.A. è assolutamente necessaria; cosa succederebbe se domani non ci fosse più? Nascerebbero tante piccole società quanti sono i comuni, scoordinate tra loro e avremo decine di lavoratori sottopagati e senza diritti. È raro che un sindacato abbia come controparte non il cda di un'azienda, ma le amministrazioni, i nostri comuni, a cui chiediamo di prendere una posizione chiara e netta», conclude Massari.
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