Il Tirreno

Lucca

Il giudice del lavoro impone al Comune di reintragrare il dirigente demansionato

Marchi vince il ricorso

L.T.
L’architetto Giovanni Marchi, dirigente del Comune
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L’architetto Giovanni Marchi, dirigente del Comune

Era stato cacciato dal settore scuola per il caso mensa

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 LUCCA. L'ex funzionario della pubblica istruzione Giovanni Marchi dovrà essere immediatamente reintegrato in un incarico paritetico al suo ruolo dirigenziale. Il giudice del lavoro Anna Martelli ordina con sentenza all'amministrazione comunale di assegnare al ricorrente mansioni adatte al suo ruolo condannando il Comune di Lucca al pagamento di spese (1100 euro) e onorari (1300 euro). Una decisione attesa cinque mesi da Giovanni Marchi, defenestrato dall'ufficio scuola nel bel mezzo della bufera sugli aumenti del costo per il servizio mensa. Sul dirigente l'assessore Buonriposi aveva fatto ricadere la colpa del caos prodotto dall'arrivo alle famiglie di una comunicazione in cui si indicavano dati non ancora definiti dalla giunta e poi oggetto di scontro anche nella maggioranza che governa il comune di Lucca. A Marchi - difeso dagli avvocati Marco Lovo e Ilaria Milianti - non è mai stata fatta una contestazione ufficiale, ma nell'ambito della ristrutturazione della dirigenza si è trovato assegnato al servizio di staff. E nel suo ricorso ha sostenuto che si tratta di mansione non paritetica che lo penalizza. Adesso che il giudice del lavoro gli ha dato ragione riconoscendo il suo demansionamento, il dirigente interviene per chiarire alcuni punti: «L'obbiettivo fondamentale del ricorso era quello di dimostrare che l'assegnazione della dirigenza del servizio di Staff costituiva per il sottoscritto un provvedimento dequalificante. Soprattutto sotto il profilo professionale considerato che di fatto trattasi di un demansionamento rispetto sia al precedente incarico, sia nei confronti di eventuale altro incarico di tipo dirigenziale che l'amministrazione avrebbe potuto assegnare. Preciso che tale obbiettivo non deve essere posto in relazione al fatto che il servizio di staff in questione è quello della Protezione Civile. Dico sin d'ora che sarò ben contento di poter proseguire nella direzione di tale servizio purché abbinato ad altro settore dipartimentale, possibilmente consono, sia per materia che per importanza, alla mia professionalità. Ringrazio l'avvocato Marco Lovo che con la sua capacità di sintesi ha posto il giudice nelle condizioni di emettere la sentenza con la quale si dichiara l'illegittimità del provvedimento di assegnazione. La dichiarazione di fondatezza delle censure di illegittimità proposte con il mio ricorso e soprattutto il fatto di ingiungere all'amministrazione ad assegnarmi "mansioni che abbiano contenuto dirigenziale", rappresentano la palese dimostrazione dell'ingiustizia subita non solo dal sottoscritto, ma soprattutto dagli altri dipendenti che sono stati coinvolti in questa vicenda. Ed è proprio con loro che voglio condividere questa soddisfazione ed esprimere il mio sincero ringraziamento».

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