Il Tirreno

Lucca

Il continuo transito dei mezzi pesanti rende la vita impossibile

Viale Europa? Un inferno

Arianna Bottari
Mezzi pesanti in transito lungo viale Europa
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Mezzi pesanti in transito lungo viale Europa

Residenti esasperati: «I letti tremano e respiriamo veleno»

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MARLIA. I letti tremano, le vetrine si incrinano, l'aria è irrespirabile. Residenti e commercianti di viale Europa tornano a far sentire la loro voce. Le promesse degli amministratori non sono più sufficienti e chiedono che il problema venga affrontato una volta per tutte. E se i progetti sulla grande viabilità sono ancora lontani dall'essere realizzati, che almeno si mettano in cantiere interventi tampone in grado di loro condizioni di vita migliori.  «Così non possiamo più vivere. Le tasse cosa le paghiamo a fare?». Amina Bernardini da anni vive in una casa che si affaccia sul viale Europa, non molto lontana dal sottopasso della Fraga. Non ha dubbi: la situazione non fa che peggiorare. «Il mio letto inizia a tremare tra le 4 e le 5 del mattino, quando i camion iniziano a transitare. È come un terremoto continuo, che prosegue fino tarda sera. Impossibile aprire le finestre, il rumore è insopportabile, per non parlare dell'aria: irrespirabile. Alcuni giorni fa avevo un ospite e ho notato che controllava il suo cellulare di continuo. Pensava che la vibrazione stesse segnalando una chiamata, ma in realtà a vibrare non era il telefonino, ma la sedia sulla quale era seduto per il passaggio dei camion».  Se non fosse per la gravità della situazione, l'aneddoto farebbe quasi sorridere. In realtà la signora Bernardini ha ben poca voglia di ridere. «Sembra che nessuno sia pronto ad interessarsi seriamente del problema viale Europa. Neanche l'amministrazione comunale, che si dice così sensibile alle politiche ambientali, sembra impressionata o interessata alle condizioni in cui noi siamo costretti a vivere».  C'è anche chi lungo il viale Europa non solo vive, ma lavora. È il caso della famiglia Lazzareschi, che ha un negozio di abbigliamento al piano terra e un appartamento al primo piano a pochi passi dall'incrocio con via Paolinelli. «Abbiamo cambiato le vetrine quattro volte nonostante si tratti di vetri antiproiettile. Con le continue vibrazioni i vetri si sono incrinati e abbiamo dovuto sostituire tutto. E che dire delle crepe nel soffitto - proseguono indicando le lesioni sul soffitto del negozio -. Proseguono anche nel bagno di casa».  Il più arrabbiato è Vittorio Lazzareschi, che non si preoccupa solo del suo negozio, ma anche dei bambini della scuola elementare. «Quei poveri bambini non fanno che ingoiare polveri sottili quando escono per l'intervallo e nessuno si preoccupato di sistemare almeno una centralina fissa per il controllo della qualità dell'aria. Ma che aspettano ad istituire almeno un senso unico alternato? Per farci respirare un po'. Inviterei gli amministratori a passare una giornata seduti davanti al mio negozio. Penso che si impegnerebbero di più per trovare un rimedio».  «Di certo le nostre attività non beneficiano del traffico che attanaglia il viale - ribadiscono dal negozio "Insieme camminando" -. I camion sono aumentati in maniera esponenziale da quando il casello autostradale del Frizzone ha aperto. Se ne vedono passare anche sei o sette in fila e nelle ore di punta le code arrivano fino al sottopasso della Fraga. I clienti rischiano la vita ad attraversare la strada, non ci sono parcheggi, per quale motivo dovrebbero venire nei nostri negozi? Abbiamo lottato per anni, ora siamo scoraggiati».  Il fatto che l'ultimo comitato di protesta nato attorno al problema si sia arenato non lascia molte speranze ai residenti, che però non hanno intenzione di smettere di lottare per la loro salute.

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