Finanza
Renzi: «Baccelli non è da rottamare»
Paola Taddeucci
◗
Renzi con Baccelli Il sindaco di Firenze apprezza anche il lavoro di Marcucci Sala gremita in Provincia per la presentazione del suo libro
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Dei lucchesi non rottama nessuno. Anzi. Elogia il lavoro sia di Stefano Baccelli, presidente della Provincia, sia di Andrea Marcucci, senatore. Un Pd che piace, quello di casa nostra, al leader dei rottamatori Matteo Renzi, a Lucca per presentare il suo libro "Fuori". Il sindaco di Firenze lo ha detto ai giornalisti prima dell'incontro, in programma proprio a Palazzo Ducale. «Il Pd deve smettere di parlare male degli altri - ha poi proseguito Renzi - e mettere in campo non solo lamentele, ma lavorare sul territorio, come sta facendo Baccelli a Lucca». E al presidente uscente della Provincia il sindaco fiorentino ha inoltre dato pieno appoggio per la campagna elettorale, augurandosi una sua rielezione «perché - ha specificato Renzi - Baccelli è un ottimo presidente». Il primo inquilino di Palazzo Ducale non ha mancato di ricambiare subito la cortesia. Insieme con il senatore Marcucci e altri amministratori locali, ha infatti accompagnato Renzi nella sala giunta. Qui il sindaco ha firmato il registro delle presenze e la bandiera tricolore installata dallo scorso anno in Provincia per celebrare i 150 anni dell'unità d'Italia e che ha avuto già diversi autografi eccellenti, tra cui quelli del presidente della commissione di vigilanza Rai Sergio Zavoli, dell'ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, dell'attrice Lella Costa, del giornalista Gian Antonio Stella e del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Dopo gli scambi di cortesia, è arrivato il momento della presentazione del libro, in una sala Ademollo gremitissima. Renzi è riuscito a conquistarla grazie a una messa in scena accattivante e mai banale, dove il politichese - ha precisato l'autore - è bandito, come del resto nel volume. Infatti sono stati quaranta minuti di immagini, parole, poesie e musica - da Montale a Rostand, dai Muse a Rino Gaetano, da Benigni al "Discorso del re", da Kennedy a Obama - per spiegare che la politica è una cosa bella. Questo è il senso del libro, nel quale Renzi ha messo tutto, la sua vita pubblica e privata, le sue aspirazioni e le sue speranze che - ha detto - sono quelle di un'intera generazione alla quale preme ridare fiato al Pd, ma soprattutto ridare slancio all'Italia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
