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Razzia nella notte al bar Puccioni

Razzia nella notte al bar Puccioni

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«Se i ladri entrano di nuovo chiudo il locale: non ho più la forza per tirare avanti». È depressa e amareggiata Mirella Friani, 60 anni, da trenta titolare con il marito Enzo del Bar Puccioni in via di Tiglio all'Arancio. L'altra notte la gang ha fatto razzia nell'esercizio commerciale: soldi, videopoker, sigarette, liquori, salumi. Per non parlare dei danni causati: una finestra forzata, una parete sfondata, i frigoriferi aperti con i primi piatti precotti scongelati e da buttare, una cena improvvisata con lattine di Coca Cola, avanzi di prosciutto e pasta gettati a terra in modo da ridurre il locale cucina in una stalla. «Non sono ancora stata liquidata dall'assicurazione del furto del 31 gennaio scorso che sfiorava i 10mila euro - prosegue la commerciante - e adesso i malviventi tornano a colpire il bar provocando danni assai maggiori. Altro che città sicura: quando la sera esco dal locale vedo nei paraggi certi ceffi poco raccomandabili. Allungo il passo e mi allontano velocemente, ma la zona è buia e ci sono tanti extracomunitari che di giorno non hanno niente da fare. Io e mio marito siamo andati avanti sinora perchè ho un figlio che una famiglia da tirare avanti altrimenti avrei già chiuso la saracinesca». Il colpo è stato messo a segno nella notte e i malfattori hanno agito indisturbati per ore. E dire i titolari del Bar Puccioni - preso di mira dai ladri lo scorso gennaio e il 16 aprile del 2009 - proprio nelle scorse settimane avevano installato porte blindate per impedire il compiersi di nuovi raid. La gang, che ha pianificato nei minimi dettagli il furto, è passata dall'unico pertugio accessibile: una finestrella del bagno posta sul retro dell'edificio. Una zona lontana dalla strada e nascosta dai palazzi. Una volta dentro i malviventi, forse usando un martello pneumatico, hanno fatto il buco in una parete del bagno proprio vicino ai sanitari. Dall'altra parte c'era la cucina dove si trovano i frigoriferi con il cibo precotto, preparato dalla titolare e pronto per essere servito a pranzo. C'erano vaschette di tortelli, lasagne e riso. I ladri non hanno fatto complimenti: hanno apparecchiato e si sono serviti. Dopo i primi hanno preso di mira gli affettati: prosciutto cotto e crudo. Il tutto annaffiato da lattine di Coca Cola aperte e lasciate a metà. Prima della cena notturna però la gang aveva riempito i sacchi neri - utilizzati per metterci i rifiuti - di diversi prosciutti, decine di bottiglie di liquori e spumanti e decine e decine di stecche di sigarette, dalle Ms alle Malboro. Proprio nei giorni precedenti il titolare aveva fatto rifornimento delle bionde. Non si sono fatti mancare nulla perchè nella stanza attigua al bancone del bar hanno sfondato due slot machine e forzato il cambiamonete riempito con almeno 5mila euro sabato mattina e all'ingresso principale si sono impossessati anche del contenuto del registratore di cassa che hanno gettato a terra. Un colpo che supera i 20mila euro se - alla merce e ai soldi - aggiungiamo i danni e il cibo scongelato e da buttare. «In questi giorni avremmo dovuto installare anche il sistema d'allarme - chiude la titolare - Adesso l'antifurto diventa indispensabile: ma se nonostante l'ennesima spesa i ladri tornano di nuovo allora mollo tutto».

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