Italia
Pubblicità sui rondò, Comune multato
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Una pattuglia della polizia stradale (vip) La giunta ricorre contro 4 sanzioni e conto da 3200 euro
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LUCCA. Alla fine il Comune di Lucca è stato multato perchè tappezzava le isole spartitraffico e le rotatorie con insegne pubblicitarie sul «progetto adotta un'aiuola». Quattro le violazione dell'articolo 23 del codice della strada elevate tutte il 5 febbraio scorso dalla polizia stradale diretta dal comandante Marco Tangorra per oltre 3200 euro (806,90 euro ogni contravvenzione). Sanzioni che la giunta Favilla contesta tanto da ricorrere al giudice di pace con quattro distinte opposizioni: una per ogni multa. Nel mirino della polstrada il progetto d'adozione di un'aiuola. In pratica per migliorare il decoro esterno al centro urbano l'amministrazione concede l'affissione di pannelli promozionali a ditte private che s'impegnano alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle aiuole. In quel modo però, stando alla polstrada, si viola l'articolo 23 comma 1 sulla pubblicità sulle strade e sui veicoli quando recita: «Sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate (anche sulle rotonde) è vietata qualunque installazione di diversa segnaletica». Quindi al di là dei cartelli stradali è vietata qualsiasi forma di reclame. Per quanto riguarda il pagamento della sanzione contestata al comune di Lucca è responsabile in solido anche la ditta che ha apposto i cartelli. Quindi la sanzione viene pagata a metà. Almeno che la giunta comunale non dimostri che non esistono autorizzazioni scritte alla posa dei cartelloni in prossimità dei rondò. «Vorrei evidenziare - sostiene il comandante della polstrada, Marco Tangorra - che non c'è alcun intento persecutorio nei confronti dell'amministrazione comunale. Solo il rispetto della legge. Sul punto noi siamo tranquilli: la violazione dell'articolo 23 era palese. I ricorsi? Lo apprendo da lei e fa parte delle prerogative di qualsiasi cittadino o ente. Del pagamento della somma rispondono in solido il comune e la società che ha proceduto all'affissione della pubblicità. Oltretutto ci è stato riferito che per apporre i cartelli ha avuto l'autorizzazione dell'amministrazione. Se così non fosse basterà che il comune dimostri di non aver firmato alcuna concessione per evitare la sanzione che spetterebbe interamente alla società che ha messo il cartellone».
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