Il Tirreno

Lucca

Tanti vincoli per rifare i ruderi

Una casa in corso di rifacimento (Vip)
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Una casa in corso di rifacimento (Vip)

La clientela preferisce acquistare le case di corte

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CAPANNORI. Il territorio è pieno di vecchi ruderi che potrebbero essere trasformati in una abitazione. Anche il Comune ne ha messo uno in vendita in via della Piscina, zona stadio. Ma non sempre la ristrutturazione è un'operazione conveniente. Troppi vincoli, normative e costi. Un caso è segnalato da Antonella Grandi che abita a Verciano. «Ho ristrutturato una casa di corte di 180 metri quadri su tre piani. Ho sfiorato i 150mila euro, senza contare i soldi dell'acquisto e la burocrazia. Ho rifatto tutto l'interno, tirati giù i muri divisori, impianto elettrico e riscaldamento nuovi. Sono state adeguate le fogne alle normative. Inoltre abbiamo montato un impianto fotovoltaico da 4 kw e mezzo, eliminato il bombolone Gpl per un impianto a biomassa che scalda i termosifoni e fornisce acqua calda. Quello che è assurdo, a parte i vari permessi per ristrutturare, sono le leggi relative ad antisismica, handicappati e volumetria aria luce. Per non parlare del famoso 55%. Ho girato otto istituti bancari prima di trovarne uno che mi concedesse un mutuo per il fotovoltaico. Ed una volta trovata la banca abbiamo dovuto avere il benestare di Regione e Fiditoscana».  Abbiamo girato la questione alle agenzie immobiliari capannoresi. «Ci sono tanti edifici fatiscenti che con una politica di incentivi sarebbero eliminati - dice Leonardo Massa della Pm Casa in via del Popolo - per acquistare un rudere il prezzo medio è circa 1200 al mq. Poi ci sono gli oneri di urbanizzazione, da 11 fino a 50 euro al metro cubo e i costi di progettazione. Senza contare la difficoltà col mutuo: le banche sono restie a concederli per un fabbricato rurale. Per questi motivi è ancora un investimento poco sostenibile e si preferisce la casa di corte».  La burocrazia scoraggia le ristrutturazioni. «Dipende innanzitutto dal prezzo di acquisto del fabbricato - spiega l'Immobiliare Giordani a Zone -: l'incidenza più grossa nel costo finale è dato dall'adeguamento alle normative su acustica, sismica e termica, poi oneri di urbanizzazione e progettazione».

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