Il Tirreno

Lucca

La posizione dell’assessore Anna Marson

Stop alla variante senza accordo con la Regione

Paola Taddeucci
L’assessore Marson e un momento del convegno organizzato dall’Idv nei locali di Villa Bottini
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L’assessore Marson e un momento del convegno organizzato dall’Idv nei locali di Villa Bottini

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 LUCCA. La variante urbanistica del Comune ancora in primo piano. Con la possibilità di uno stop, se l'amministrazione guidata da Mauro Favilla non riuscirà a trovare un accordo con la Regione in merito alle osservazioni sollevate dall'ente.  È quanto afferma Anna Marson, assessore regionale all'urbanistica, nel corso di un convegno organizzato a Villa Bottini dall'Italia dei valori. Un'occasione ghiotta, per gli oppositori alla variante del Comune, di riproporre la loro battaglia contro il provvedimento, a loro dire illegittimo perché «non c'era urgenza di adottarlo e le aree residenziali previste erano già esaurite da anni». I quesiti sono ancora tutti aperti, nonostante siano passati tre mesi dall'approvazione dello strumento urbanistico. Sul provvedimento, infatti, è in corso una verifica da parte della Procura, che si è mossa proprio in seguito a vari esposti, in particolare di Piero Angelini, leader di Governare Lucca, ex forza di maggioranza che aveva candidato a sindaco Mauro Favilla e oggi è all'opposizione anche per le differenze di vedute sui piani urbanistici.  Riguardo alla situazione lucchese l'ex parlamentare, intervenendo al convegno, ha imputato alla Regione un atteggiamento un po' schizofrenico. «Nel nome di una presunta democrazia - dice Angelini - in Toscana si è dato mano libera alle autonomie, con il risultato che il Comune ha potuto adottare una variante urbanistica, a prescindere dai vincoli territoriali esistenti e senza che la Regione possa sindacare su niente. Ed è giusto che per far rispettare il regolamento urbanistico ci si debba rivolgere alla procura? O piuttosto non dovrebbe essere la stessa Regione ad attuare una politica di controllo?».  Dall'assessore Marson una risposta tutta politica e molto tecnica, ma efficace. L'amministratice ha riconosciuto che ci sono incongruenze nella politica urbanistica regionale, ma ha ribadito il suo impegno per riformare la legge, in modo da salvare sia l'autonomia degli enti locali sia il diritto della Regione al controllo sugli atti, soprattutto attraverso lo strumento dell'osservazione. Che, tuttavia, ha precisato la Marson, ha ancora il suo potere, pur con i tanti limiti attuali. In particolare, sulla situazione lucchese l'assessore regionale ha ricordato che il governo regionale non è stato solamente a guardare, senza intervenire, ma ha fatto diverse osservazioni al Comune. Alle quali l'amministrazione dovrà rispondere e tentare di arrivare a un'intesa, per scongiurare eventuali blocchi del provvedimento.  A intervenire sulla questione variante è stato anche Umberto Capocchi, fino a un mese fa presidente dell'associazione Parco S. Anna, da anni in prima fila contro lo strumento urbanistico del Comune avendo inviato, come Governare Lucca, un esposto alla procura. Oltre alle contestazioni sui volumi edificabili, Capocchi ha posto in evidenza il problema del mancato coinvolgimento dei cittadini. «Si scavalcano le regole - ha detto - gli amministratori fanno quello che vogliono e non ce lo dicono nemmeno. Sono quattro anni che cerchiamo di dare suggerimenti, scriviamo agli assessori, ma siamo sempre stati esclusi dalla partecipazione».

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