Il dolore
Salviamo Palazzo Tommasi
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Il cadente Palazzo Tommasi in S. Maria Bianca Di proprietà dell'Inail, è in abbandono da 20 anni
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LUCCA. Cade a pezzi ed è una vera bruttura in una delle più belle piazze del centro storico il Palazzo Tommasi, di proprietà dell'Inail in S. Maria Bianca. È ingabbiato da anni in impalcature che non rassicurano granché. Le transennature e i ponteggi non indicano che è in corso una ristrutturazione dell'immobile, di oltre 4.500 metri quadri. Stupisce che il Comune non abbia intanto inviato le ingiunzioni quanto meno per il rifacimento della facciata, la messa in sicurezza (ci sono finestre e infissi che cadono a pezzi) e più in generale il decoro. Ordinanze di questo genere giungono ogni giorno a privati che possono essere anche in difficoltà sotto il profilo economico, ma devono comunque adempiere. Cosa si aspetta ad intervenire di fronte allo scempio di piazza S. Maria Bianca? L'immobile era stato liberato da inquilini e proprietari circa 20 anni fa perché l'Inail - si diceva - intendeva utilizzarlo, o forse venderlo. Da allora è in totale abbandono e da più parti sono stati segnalati pericoli di crolli interni a seguito delle infiltrazioni di acqua dal tetto, con il rischio di vedere rovinati affreschi alle pareti. Fino al 1991 una parte rilevane dell'immobile è stata sede della Cisl e del patronato Inas. Dopo quella data, per qualche tempo è stato inserito nell'elenco di immobili da alienare, senza alcun esito. A vuoto finora tutti i tentativi di utilizzo, peraltro già sollecitati nella nota introduttiva del sindaco al bilancio di previsione del 1998, dove - come spiega Antonio Rossetti, commissario della circoscrizione centro storico - si legge che «si è dato impulso all'accordo tra Inail e l'Istituto Superiore di S. Anna dell'università di Pisa per costruire a Lucca, nel Palazzo di S. Maria Forisportam, il centro di ricerca per le protesi ortopediche ad alta tecnologia». Da non dimenticare poi la proposta inserita nell'elenco dei progetti del Prusst del 1999. «La proposta dell'Inail, numero 48, è sottoscritta dall'istituto e dall'amministrazione comunale e completata dalla indicazione di un finanziamento di 15 miliardi di lire da parte del ministero - spiega Rossetti -. Il progetto era antecedente al Prusst, quindi le ragioni non erano condizionate dall'esito di quel piano. Del progetto, della destinazione dei fondi disponibili allo scopo non è dato sapere nulla così come non sono conosciute le ragioni della mancata realizzazione. Se il progetto era ben valutato, considerata anche la spesa prevista e l'affidabilità degli interlocutori, è ancora possibile una sua realizzazione? I finanziamenti sono ancora disponibili per quella rilevante iniziativa, soprattutto sul piano sociale o sono stati destinati ad altro?». Un ulteriore interessamento per Palazzo Tommasi c'era stato in occasione delle elezioni comunali del 2002. Nel programma del candidato sindaco Pietro Fazzi, si legge che «verrà studiato e promosso il recupero del Palazzo Tommasi per una appropriata utilizzazione, quale ad esempio la sede della Liberà Università di Lucca». Sono trascorsi 9 anni senza che vi sia stata nessuna concreta iniziativa, Inail in testa.
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