Sicurezza
Insegnante in pensione accusa gli hacker di prelievi anomali
«Mi hanno clonato il bancomat», ma è la figlia che glielo sottrae
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Un bancomat (foto darchivio) 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Denuncia la clonazione della sua carta di credito, ma alla fine i carabinieri scoprono che a sottrargli sistematicamente dei soldi - in tutto circa tremila euro - non è una banda di hacker d'oltreoceano, ma la figlia quarantenne che all'insaputa dell'anziano genitore sottrae dal portafogli la tessera magnetica con tanto di codice segreto ed effettua prelievi allo sportello. In una circostanza i militari avrebbero accertato che la donna nel corso di una giornata avrebbe effettuato una decina di piccoli prelevamenti. I FATTI L'episodio risale al 2010. Protagonista un anziano docente in pensione che si reca allo sportello dove tiene il conto corrente e denuncia la clonazione del bancomat pretendendo una nuova carta di credito. Gli viene consegnata nel giro di poco tempo, ma di lì a poco l'insegnante ritorna per protestare. A suo avviso le clonazioni continuano. Il direttore della filiale s'insospettisce e fa capire al cliente di aver forti perplessità sull'ipotesi dell'intrusione degli hacker nel sistema consigliandogli di tener d'occhio i parenti e le persone a lui vicine. Lui ci resta male e insiste nella sua ipotesi. LA SCOPERTA Visto che la situazione incresciosa si ripete l'agenzia della banca invia una denuncia ai carabinieri di S. Concordio che avviano le indagini. E scoprono che i misteriosi clonatori non esistono. Ma attraverso le immagini di una telecamera dello sportello bancario colgono la figlia dell'insegnante nel momento in cui ritira i soldi con il bancomat dell'anziano genitore. Nei confronti della donna scatta la denuncia.
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