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Sottrae il bancomat al padre che incolpa gli hacker
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LUCCA. Denuncia la clonazione della sua carta di credito, ma alla fine i carabinieri scoprono che a sottrargli sistematicamente dei soldi - in tutto circa tremila euro - non è una banda di hacker d'oltreoceano, ma la figlia quarantenne che all'insaputa dell'anziano genitore sottrae dal portafogli la tessera magnetica con tanto di codice segreto ed effettua prelievi allo sportello. In una circostanza i militari avrebbero accertato che la donna nel corso di una giornata avrebbe effettuato una decina di piccoli prelevamenti. L'episodio risale al 2010. Protagonista un insegnante in pensione che all'inizio non vuol credere che a svuotargli il conto con continui prelievi è una parente stretta. A sbrogliare la matassa i carabinieri di S. Concordio che scoprono che i misteriosi clonatori non esistono attraverso le immagini di una telecamera dello sportello bancario che colgono sul fatto la figlia dell'insegnante. Nei suoi confronti il sostituto procuratore Salvatore Giannino chiederà il rinvio a giudizio.
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