Sicurezza
LIDENTIKIT
Per carabinieri e polizia era il Diabolik della Lucchesia
◗
AI DOMICILIARI. Leandro Rappa 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Per gli investigatori è una sorta di Diabolik della Lucchesia specializzato in furti in ville antiche di quadri e mobili di pregio e abile scassinatore di cassaforti. Uno che il mestiere l'ha cominciato in fasce. «Il primo furto lo commisi a cinque anni: biglie di vetro dalle tasche dei compagni di scuola» disse in un'intervista rilasciata a «Il Tirreno» il 4 agosto 2006. Leandro Rappa, 56 anni, difeso dall'avvocato Pier Paolo Santini, è finito di nuovo in trappola dopo che il 19 settembre 2005 era stato condannato in abbreviato per furto e ricettazione a 4 anni e mezzo di reclusione e 4mila euro di multa. Ma in carcere era rimasto soltanto un anno: salvato dall'indulto che gli aveva permesso di ottenere tre anni di condono della pena. Stando al suo legale in questo periodo Rappa si arrangiava con piccoli lavoretti come elettricista e si era messo anche a dipingere quadri. Per l'avvocato Santini il suo assistito non voleva far del male a nessuno come dimostra il suo curriculum: niente violenza sulle persone, soltanto sulle cose. La donna investita con lo scooter sostiene di averla vista all'ultimo istante e non essere riuscito a frenare. Lui poi rischia di perdere l'occhio destro per le conseguenze della caduta. Rappa è conosciuto da carabinieri e polizia come il «principe degli scassinatori» per la sua abilità ad eludere sofisticati sistemi antifurto dovuta alla sua originaria professione di installatore di allarmi e per l'eleganza, la ricercatezza nell'abbigliamento e lo stile di vita basato su auto di lusso, belle donne, casinò e alberghi a cinque stelle. L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
