Sicurezza
Corteo per chiedere più occupazione e sostegno alle famiglie in difficoltà
Rossella Lucchesi
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LUCCA. Più occupazione, lavoro a donne e giovani, sostegno ai pensionati, meno precarietà, un fisco diverso e la possibilità di voto ai lavoratori per decidere sui contratti. Un governo che si occupi veramente del nostro Paese. Queste alcune delle motivazioni dello sciopero indetto dalla Cgil per l'intera giornata del 6 maggio. Che a Lucca manifesterà con un corteo che partirà da piazza S. Maria per raggiungere piazza San Michele. Una mobilitazione a sostegno di proposte concrete per il Paese, schiacciato, dichiarano i vertici sindacali, da una politica che ha impoverito tutti i settori lavorativi. «Dobbiamo dimostrare a chi ci governa le difficoltà dei nuovi (poveri) italiani alle prese con una crisi che non accenna a placarsi - afferma il segretario generale Cgil Rosanna Rosi che annuncia oltre 400 assemblee nei luoghi di lavoro della provincia -. Bisogna dare una risposta all'emergenza sociale. A chi è costretto a rivolgersi ai servizi sociali per pagare l'affitto e fare la spesa. Mentre il governo non offre prospettive concrete. Anzi. Si pensa a ulteriori tagli che porterebbero il Paese al collasso». «E il quadro della nostra provincia che ricalca la media del centro nord Italia è altrettanto preoccupante - aggiunge Franca Cecchini della segreteria confederale -. Nel 2010 abbiamo raggiunto il massimo storico dagli anni sessanta con ben 22.292 disoccupati rispetto ai 15238 del 2009. L'area lucchese risulta la più penalizzata con 11.377 unità, la Garfagnana 1352, Mediavalle 979 e Versilia 8.585. La disoccupazione giovanile dai 15 ai 24 anni si attesta al 30,4%, quella femminile al 14,8% e maschile al 10,1%. Ci sono più del 50% di lavoratori atipici di cui un terzo in somministrazione. E quando l'età aumenta (soprattutto per le donne) le opportunità si assottigliano notevolmente». «Entro il prossimo anno si prevede che a Lucca la scuola pubblica perderà oltre 150 docenti e 80 di personale Ata - osserva Marcella Zani della Flc - con conseguenti difficoltà per le famiglie. Che dovranno misurarsi con classi sempre più numerose in scuole non adeguatamente strutturate. Senza considerare le situazioni di disabilità. Disagi anche nel settore della funzione pubblica che da oltre due anni sta subendo grossi ridimensionamenti e con i contratti bloccati fino al 2014». Disastroso anche il settore degli appalti e delle cooperative sociali, sottolinea Marcello Massei.
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