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Lucca

«Non c'è più tempo per nuove rassegne»

Andrea Colombini
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Andrea Colombini

Colombini: «Ovviare ai ritardi sfruttando i concerti in S. Giovanni»

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LUCCA. «È tardi ormai per preparare un cartellone di eventi che lancino la riapertura della casa natale di Giacomo Puccini. Perciò il Comune farebbe meglio a sfruttare quello che già esiste: la rassegna "Puccini e la sua Lucca"».  Andrea Colombini punta l'indice contro i ritardi con cui si è messa in moto la macchina dell'organizzazione e della promozione di eventi legati all'inaugurazione della casa natale del compositore in corte San Lorenzo. A fronte dello sforzo compiuto dalla Fondazione Crl - che ha acquistato e sta ristrutturando l'immobile - secondo Colombini non ce n'è stato un altro di uguale importanza per catturare l'attenzione sull'evento e, soprattutto, per mantenercela.  «Il dato che mi sorprende - esordisce Colombini - è che molti politici fingano di ignorare il fatto che l'unico a organizzare eventi pucciniani in città sia io. Da 8 anni con "Puccini e la sua Lucca" siamo riusciti a creare un'offerta musicale di riferimento, soprattutto per i turisti. Anche l'anno scorso abbiamo proposto 320 concerti di arie con 20mila spettatori. Mi sembra che l'organizzazione abbia dimostrato di saper funzionare. Eppure, i politici ci ignorano. Con l'eccezione, del sindaco Mauro Favilla e del presidente della Provincia, Stefano Baccelli, che hanno dimostrato di credere in questa rassegna».  Anche la Fondazione Crl, che ha acquistato la casa natale di Puccini, ha riconosciuto «il valore dei concerti in San Giovanni e della nostra collaborazione con il Boccherini, tanto che già negli ultimi mesi dell'anno scorso, il compianto presidente Giovanni Cattani, ha dato indicazione di sostenere la rassegna "Puccini e la sua Lucca". L'attuale vertice della Fondazione, il vicepresidente Arturo Lattanzi, sta facendo lo stesso. Credo che questo stia accadendo perché ci si è accorti, finalmente, che noi siamo gli unici a proporre la musica del Maestro a Lucca».  Visto che una rassegna pucciniana già esiste in città - insiste Colombini - «sarebbe opportuno sfruttarla, anche perché non c'è più tempo per mettere in piedi un meccanismo che crei eventi in vista della riapertura della casa natale del Maestro. Non c'è tempo, non ci sono soldi. In compenso, esiste una tradizione: certo la rassegna si può sempre migliorare, ampliare, ma è più facile lavorare su quello che esiste, invece che creare dal nulla qualche cosa. Sempre che non si voglia continuare a sprecare risorse pubbliche». Fra l'altro - sottolinea Andrea Colombini - dal 1º aprile (e sarà così fino a novembre) i concerti in San Giovanni sono un appuntamento quotidiano «ma grazie ai contributi della Fondazione Crl potremmo decidere di continuare con questo calendario anche in bassa stagione, da novembre ad aprile, quando, comunque, siamo in grado di proporre la musica di Puccini per tre volte la settimana. Non a caso negli anni siamo riusciti a organizzare varie iniziative di marketing e a creare un pubblico affezionato, diventando un punto di riferimento per i turisti che a Lucca vengono (anche) a cercare Puccini».

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