Finanza
Lirica, a confronto i contributi ai teatri
Ilaria Bonuccelli
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Un quadro della Bohème Il Giglio ha la somma più consistente rapportata a rappresentazioni, spettatori e recite
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LUCCA. «No comment». Non fornisce cifre il presidente del teatro del Giglio. E neppure programmi. Non dice quanto costa La Bohème che produrrà con Pisa, Livorno e Ravenna né spiega quanto di più sarebbe costato produrre la stessa opera con il festival Pucciniano di Torre del Lago, partner ideale a parole (ma non nei fatti) di progetti comprensoriali nel nome del Maestro. Non spiega neppure, come il Giglio riesca ad avere un bilancio in passivo - anche nel 2010 - malgrado goda di maggiori contributi anche sulla lirica attraverso il Fus, il fondo unico dello spettacolo. Uno studio elaborato di recente dal festival Pucciniano mette a confronto recite, spettatori e contributi statali ottenuti dai tre teatri nel 2010. Il dato che spicca è che il Giglio ha il contributo più consistente per rappresentazione, in proporzione al numero degli spettatori e delle recite. L'anno scorso, infatti, il Verdi ha ottenuto un contributo del Fus di 680mila euro, il Giglio ha avuto 470mila euro e Torre del Lago solo 335mila euro. Il criterio di erogazione è ancora da chiarire, visto che Pisa ha messo in scena 9 recite, il Giglio 6 e il Pucciniano 18 (con 4 titoli, contro i 3 di Lucca). Prendendo in esame il numero degli spettori, il dato diventa ancora significativo: considerando la possibilità che Pisa e Lucca abbiano registrato il tutto esaurito nelle varie recite, alla fine hanno avuto poche migliaia di presenze. Per l'esattezza il Verdi avrebbe registrato 8.100 spettatori e il Giglio (che comunque non ha fatto esauriti) 4.800. Torre del Lago, invece, ha registrato 28mila paganti reali (considerando, però, anche un balletto e un gala lirico, oltre alle opere di Puccini). Resta, però, 20mila spettatori avanti a Pisa e 23mila spettatori avanti a Lucca. Con questi numeri, si vede che per ogni recita lirica, il Giglio riesce a incassare un contributo Fus di 78mila euro, più perfino di Pisa (75mila a replica) e sicuramente di Torre del Lago, fermo al palo dei 18mila euro. In sostanza, il Giglio vanta un contributo Fus di 60mila euro in più del festival Pucciniano per ogni recita. E riesce, ugualmente, ad avere bilanci in perdita e a evitare di collaborare con Torre del Lago. Il Comune, in questa posizione, sembra sostenere il teatro. Intanto perché, malgrado i solleciti di tutti i partiti, non reclama né le dimissioni del cda (deliberate all'unanimità dal consiglio comunale) né i conti della stagione passata. In più lascia che il cda sfiduciato programmi il prossimo cartellone, nel quale figura una sola opera di Puccini su tre titoli previsti. Questo atteggiamento, però, non deve meravigliare. Infatti, anche nella riunione tenuta con la Fondazione Puccini e con la Fondazione Crl il Comune si è dimenticato di parlare di progetti comprensoriali. E la nota ufficiale di Palazzo Orsetti è piena di "si farà", mentre scarseggia di "abbiamo impostato". Per l'ennesima volta, l'assessore alla cultura, Letizia Bandoni, annuncia: «Stiamo preparando oltre a un programma di iniziative che accompagni la riapertura della casa natake anche un percorso di rivalutazione del Maestro che coinvolgerà molti soggetti». Quali non è dato sapere. L'assessore liquida ogni richiesta di dettagli come «segni di impazienza» e promette che nel giro di qualche settimana il cartellone di eventi sarà pronto. Quando sarà tardi per presentarlo alle fiere che contano, almeno per il turismo. A primavera inoltrata, infatti, la promozione per settembre deve essere già partita.
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