Sicurezza
Gli uffici Asl nell'ex Oleificio
Ilaria Bonuccelli
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Polis realizzerà gli uffici, l'Asl li utilizzerà. Per l'ex oleificio Borella il Comune ha un progetto chiaro, da realizzare tramite la propria società a vocazione immobiliare: ristrutturare il complesso, affittarne una parte all'azienda sanitaria, per gli uffici di direzione, e metterne una parte sul mercato.
Il ragionamento appare lineare, secondo quanto scrive il sindaco in una relazione sulle attività delle aziende e società partecipate da capitale pubblico: Polis acquista dal Comune l'ex oleificio, lo ristruttura, affitta gli uffici all'Asl e vende il resto, rientrando, così, dell'investimento iniziale.
«Attraverso Polis - conferma la relazione consegnata dal sindaco ai consiglieri comunali - il Comune incamererà il provento previsto in bilancio della vendita del complesso ex Borella e la Polis, attraverso un contratto con l'Asl, realizzerà, in una parte degli edifici acquistati, la sede degli uffici della stessa azienda sanitaria, in sostituzione della sede di Monte San Quirico che l'Asl dovrà, per sfratto e cessazione del contratto di uso, restituire alla proprietà».
Sulla carta il ragionamento fila. Se non fosse per due dettagli. Il primo riguarda l'Asl e il secondo la Polis. L'azienda sanitaria, infatti, non è affatto certa di trasferire la propria sede amministrativa nell'ex oleificio Borella. Il contratto di affitto per Monte San Quirico, infatti, scade a fine 2013, quando potrebbero essersi liberati molti spazi al Campo di Marte, con il trasferimento dell'ospedale a San Filippo. Considerando che ha ancora due anni di tempo e molti immobili da recuperare, l'Asl non ha fretta di chiudere l'affare dell'ex oleificio Borella.
«Di questa ipotesi - ammette il direttore generale dell'Asl, Oreste Tavanti - abbiamo parlato con il sindaco, ma ancora non è stato deciso niente. Il nostro affitto a Monte San Quirico, infatti, scade nel 2013. Comunque, è probabile che gli spazi a Campo di Marte non siano immediatamente disponibili, una volta trasferito l'ospedale: per cui potremmo anche ragionare di questa possibilità. Per ora, però, non abbiamo preso alcuna decisione».
C'è poi la questione del futuro di Polis. Per continuare questa attività immobiliare, infatti, la spa dovrebbe diventare una "Stu", una società di trasformazione urbana, secondo quanto annunciato oltre un anno fa da Favilla. E, in base a quanto prevede la normativa di riferimento, potrebbe anche vendere (di nuovo) almeno il 40% delle proprie quote ai privati «ma al momento - ammette Favilla - non siamo ancora in grado di presentare un programma, in tale ipotesi, al consiglio comunale».
Quello che è certo - secondo la relazione del Comune - è che se Polis non concluderà «rapidamente gli interventi in corso (la trasformazione della palestra dei Bacchettoni in centro benessere, la trasformazione dell'ex Gesam a San Concordio, l'acquisizione e il recupero dell'ex Borella) si dovrà prendere in considerazione lo scorporo dalla società delle attività non concluse». In sostanza, potrebbe non essere Polis ad acquisire e ristrutturare l'ex oleificio.
Il ragionamento appare lineare, secondo quanto scrive il sindaco in una relazione sulle attività delle aziende e società partecipate da capitale pubblico: Polis acquista dal Comune l'ex oleificio, lo ristruttura, affitta gli uffici all'Asl e vende il resto, rientrando, così, dell'investimento iniziale.
«Attraverso Polis - conferma la relazione consegnata dal sindaco ai consiglieri comunali - il Comune incamererà il provento previsto in bilancio della vendita del complesso ex Borella e la Polis, attraverso un contratto con l'Asl, realizzerà, in una parte degli edifici acquistati, la sede degli uffici della stessa azienda sanitaria, in sostituzione della sede di Monte San Quirico che l'Asl dovrà, per sfratto e cessazione del contratto di uso, restituire alla proprietà».
Sulla carta il ragionamento fila. Se non fosse per due dettagli. Il primo riguarda l'Asl e il secondo la Polis. L'azienda sanitaria, infatti, non è affatto certa di trasferire la propria sede amministrativa nell'ex oleificio Borella. Il contratto di affitto per Monte San Quirico, infatti, scade a fine 2013, quando potrebbero essersi liberati molti spazi al Campo di Marte, con il trasferimento dell'ospedale a San Filippo. Considerando che ha ancora due anni di tempo e molti immobili da recuperare, l'Asl non ha fretta di chiudere l'affare dell'ex oleificio Borella.
«Di questa ipotesi - ammette il direttore generale dell'Asl, Oreste Tavanti - abbiamo parlato con il sindaco, ma ancora non è stato deciso niente. Il nostro affitto a Monte San Quirico, infatti, scade nel 2013. Comunque, è probabile che gli spazi a Campo di Marte non siano immediatamente disponibili, una volta trasferito l'ospedale: per cui potremmo anche ragionare di questa possibilità. Per ora, però, non abbiamo preso alcuna decisione».
C'è poi la questione del futuro di Polis. Per continuare questa attività immobiliare, infatti, la spa dovrebbe diventare una "Stu", una società di trasformazione urbana, secondo quanto annunciato oltre un anno fa da Favilla. E, in base a quanto prevede la normativa di riferimento, potrebbe anche vendere (di nuovo) almeno il 40% delle proprie quote ai privati «ma al momento - ammette Favilla - non siamo ancora in grado di presentare un programma, in tale ipotesi, al consiglio comunale».
Quello che è certo - secondo la relazione del Comune - è che se Polis non concluderà «rapidamente gli interventi in corso (la trasformazione della palestra dei Bacchettoni in centro benessere, la trasformazione dell'ex Gesam a San Concordio, l'acquisizione e il recupero dell'ex Borella) si dovrà prendere in considerazione lo scorporo dalla società delle attività non concluse». In sostanza, potrebbe non essere Polis ad acquisire e ristrutturare l'ex oleificio.
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