Il Tirreno

Lucca

Confronto sul Campo di Marte

Alessandro Petrini
L’area del Campo di Marte
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L’area del Campo di Marte

Si decide il recupero e l'utilizzo dell'area

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 LUCCA. Sarà la Sovrintendenza l'interlocutore definitivo del Comune per quanto riguarda il futuro dei complessi del Campo di Marte e dell'ex ospedale psichiatrico di Maggiano.  Questo l'iter scelto dalla commissione urbanistica che ora vuole capire cosa può essere abbattuto e cosa invece è necessario conservare nei due complessi in modo poi da poter elaborare una nuova ipotesi progettuale. Poi su quella base l'amministrazione deciderà quali cambiamenti di destinazione inserire nella variante. Per esempio è praticamente da escludere che nella zona di Campo di Marte si possano abbattere tutti gli edifici per recuperarne le metrature mentre si dovrà pensare a una soluzione in grado di valorizzare il padiglione centrale, quello più antico che risale agli anni '30, che molto probabilmente sarà messo tutela dalla stessa Sovrintendenza. Per questa zona a pochi passi dalle Mura gli architetti Massimo Rocco e Pietro Carlo Pellegrini avevano già ipotizzato tra il 2007 e il 2008 due ipotesi principali, entrambe mirate a rivalutare gli spazi connettivi con la realizzazione di ampi spazi a verde e con la riorganizzazione degli edifici attorno a spazi pubblici a connotazione urbana e specifica. In entrambi i casi i concetti di partenza erano il rispetto dei rapporti con il centro storico, i collegamenti viari urbani e sovraurbani con l'ipotesi di una stazione lungo la linea ferroviaria Lucca- Aulla da utilizzare come metropolitana di superficie e poi spazi da destinare ad appartamenti e negozi, a un centro direzionale e a un centro sportivo. Soluzioni che potrebbero far diventare la zona ancora più appetibile sul mercato immobiliare in modo che dalla vendita di quegli spazi l'Asl possa ricavare quei 25 milioni di euro destinati a finanziare un terzo delle spese per la realizzazione del nuovo monoblocco a San Filippo. Il 30% del complesso resterebbe invece in mano all'azienda sanitaria e sarebbe dedicato interamente alla Cittadella della salute.  Ragionamento simile per l'ex ospedale psichiatrico di Maggiano per i quale si prevede un intervento di recupero storico, architettonico e ambientale per un complesso edilizio con un primo impianto originario che i due architetti fanno risalire addirittura al 560. Nell'ipotesi elaborata si propone di salvaguardare l'integrità tecnico-strutturale e storica dell'edificio principale prevedendo funzioni pubbliche di rappresentanza, di didattica e di servizi generali. Poi anche in questo caso si aprono due strade. La prima, più conservativa, prevede l'abbattimento degli edifici sul retro in modo da recuperarne le volumetrie per nuove villette monofamiliari e la realizzazione di un parcheggio sotterraneo nella collina al quale si potrebbe accedere da avveniristiche torrette in vetro. La seconda strada punterebbe invece all'abbattimento di un ulteriore padiglione di recente costruzione in modo da ricavare volumi supplementari per realizzare altre abitazioni più grandi.

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