Il Tirreno

Lucca

Un polo sanitario al Campo di Marte

L’ospedale Campo di Marte (Vip)
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L’ospedale Campo di Marte (Vip)

La Cisl propone ospedale di comunità, poliambulatori e riabilitazione

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 LUCCA. Il Campo di Marte deve diventare una cittadella della salute. Una volta che l'ospedale per acuti sarà in funzione a S. Filippo, secondo la Cisl è importante che l'attuale nosocomio diventi il fulcro di una serie di attività, con un polo sanitario integrato di assistenza territoriale.  Lo dicono il segretario provinciale Giovanni Bolognini e il responsabile della Funzione Pubblica Luciano Cotrozzi.  Secondo i due esponenti della Cisl, anzitutto al Campo di Marte deve andare il distretto con un risparmio di oltre 250mila euro l'anno e la farmaceutica territoriale, prevedendo anche la possibilità della apertura al pubblico di una sede farmaceutica gestita dall'ente pubblico o data in gestione.  Quindo attività poliambulatoriali in gestione diretta dell'azienda e ambulatori destinati all'attività libero-professionale intramuraria dei medici ospedalieri.  Al Campo di Marte il sindacato vuole pure la sede del 118 e dei servizi di emergenza territoriale, guardia medica, e il punto di concentrazione dei mezzi di soccorso, oltre alla Direzione aziendale e agli uffici per i servizi di amministrazione generale.  Importante poi - sottolineano Bolognini e Cotrozzi - realizzarvi l' ospedale di comunità, l'hospice e attività di day hospital e di day surgery. Da individuare inoltre locali da destinare alla locazione per ambulatori di specialisti privati e di medici di famiglia.  La Cisl propone di portare nella struttura anche la sede del Centro di assistenza disabili che attualmente si trova sistemato presso l'ex Carlo Del Prete e il Centro di riabilitazione organizzato come proiezione dell'unità operativa di Barga che deve ovviamente rimanere quale struttura organizzativa complessa di riferimento aziendale.  Secondo la Cisl quindi non dovrà essere smantellata anche l'attuale struttura destinata a mensa e potranno essere ancora a servizio del "polo sanitario territoriale", l'attuale agenzia bancaria e i servizi offerti dalla Cooperativa S. Luca.  In prospettiva, tenendo conto della presenza dell'obitorio intercomunale, si potrebbe pensare alla realizzazione di una "Funeral House" da far gestire ad associazioni di volontariato che già operano nel settore ovvero da gestire con una società in House.  Per i padiglioni non strategici e quindi da dismettere - conclude la Cisl - si potrebbe richiamare l'attenzione del Comune e della Provincia per la realizzazione di un "Polo scolastico" o per farvi sistemazione di altri servizi collettivi pubblici e privati d'utilità pubblica.

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