Trasporti
Otto lavoratori di Se.Ver.A. in cassa integrazione da mesi sollevano il caso
Quesito al Consiglio di Stato
L.D.
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Operai di Se.Ver.A. in sciopero. A destra Daddoveri «Chiediamo di essere ricollocati in enti pubblici»
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CASTELNUOVO. La crisi di Se.Ver.A. spa racchiude in sé tante storie. Ogni dipendente potrebbe raccontare le difficoltà del momento e le situazioni grottesche che ha vissuto in questi mesi. Otto di loro hanno scritto al Consiglio di Stato per far valere le proprie ragioni: assunti prima della nascita della società con concorso pubblico, si sono trovati senza possibilità di scelta nel privato. Adesso, con il fallimento della società alle porte, chiedono il reimpiego nel settore pubblico come è accaduto a un ex-compagno di lavoro. È la storia di Luigi Bonini, Edoardo Butelli, Bruno Daddoveri, Emilio De Comiti, Giovanni Grandini, Oscar Guidi, Loris Nari e Antonio Vergatini. Una storia che parte vent'anni fa. «Eravamo tutti dipendenti di Consinceneri, consorzio intercomunale nato per la gestione dei rifiuti. Fummo assunti con concorso pubblico - spiega Daddoveri con gli altri -. Nel 1995 è nata Se.Ver.A., società con una parte pubblica, di cui fanno parte tutti i comuni della Garfagnana, eccetto Vagli Sotto, ma che di fatto è privata. Siamo così passati dal settore pubblico al privato senza possibilità di scelta. Unica concessione, mantenere la cassa di previdenza degli enti pubblici». Da qui nasce la richiesta degli otto lavoratori. «Ci rendiamo conto che la situazione giuridica è difficile da interpretare, ma visto che Se.Ver.A. va verso il fallimento e visto che abbiamo tutti un'età tra 50 e 60 anni, dopo tante discussioni abbiamo deciso di scrivere al Consiglio di Stato sperando di ottenere risposta al nostro quesito». Data la loro storia, infatti, Daddoveri e compagni vogliono capire se posso usufruire della mobilità in enti pubblici o se possono ottenere un reimpiego presso una delle 15 amministrazioni comunali socie di Se.Ver.A. «Non so se il Consiglio di Stato ci risponderà, ma almeno abbiamo portato il problema a conoscenza dell'opinione pubblica e anche delle amministrazioni. Non ci stiamo inventando niente, visto che abbiamo un precedente che ci fa forza. Una nona persona che si trovava nella nostra situazione di oggi è passata da Se.Ver.A. alla Provincia dopo un breve periodo di lavoro al Comune di Camporgiano nel luglio 2008. È una carta che vogliamo giocarci data la situazione compromessa di Se.Ver.A. e la nostra età avanzata che non permette un facile reimpiego nel mondo del lavoro. Noi avevamo vinto quel concorso pubblico, non abbiamo avuto scelta e siamo passati a Se.Ver.A.; oggi rischiamo seriamente di trovarci in mezzo alla strada». La situazione in cui versa la società dei rifiuti è sotto gli occhi di tutti e ci sono alcuni numeri che, pur non spiegandone appieno la gravità, fanno capire la situazione: capitale sociale ridotto di 6 milioni di euro, 14 lavoratori, tra cui gli 8 della nostra storia, collocati da diverso tempo in cassa integrazione in deroga, altri demansionati e, chi lavora, è in arretrato con gli stipendi.
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