Attenzione
Scontro per lannunicio del commissariamento, battaglia legale in arrivo
Pensionati, guerra nel partito
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Bruno Rossi Rossi: «Sono ancora io il segretario regionale»
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LUCCA. Guerra aperta nel partito dei pensionati. E lo scontro, nato sul candidato presidente da appoggiare alle provinciali, rischia di arrivare in tribunale. Il partito, infatti, sostiene di aver nominato un commissario al posto del segretario regionale, Bruno Rossi. Rossi, invece, accusa il partito di non avergli mai comunicato la revoca dell'incarico e, mentre prepara la battaglia legale, ribadisce di considerarsi ancora segretario regionale dei pensionati a tutti gli effetti. L'antefatto è questo: Bruno Rossi, con il segretario provinciale del partito, Giuseppe Barone, chiede che venga rivisto il programma elettorale del centrosinistra «coalizione alla quale apparteniamo» che «venga rimessa in discussione la candidatura del futuro presidente». A far scattare questa decisione, oltre alla «mancata approvazione del consuntivo dell'amministrazione provinciale» è lo scontro in atto da mesi sulla gestione dell'Istituto storico della Resistenza, di cui lo stesso Rossi è membro. Il segretario regionale dei pensionati, infatti, non accetta il benservito dato dalla Provincia allo storico direttore dell'istituto, Lilio Giannecchini. I vertici del partito, invece, fanno sapere di non aver gradito la fuga in avanti, anti-Baccelli, di Rossi. E, quindi, annunciano il commissariamente regionale e possibili azioni legali nei confronti di chi (Rossi, a loro dire) avrebbe parlato a nome dei pensionati senza più averne titolo. «Questo - replica Bruno Rossi - è falso. Non esiste alcuna comunicazione del partito che ufficializzi che non sono più il segretario regionale. Questi incarichi devono essere affidati o tolti secondo procedure stabilite dallo statuto del partito che, invece, sono state ignorate. Attendo, quindi, una lettera ufficiale con le motivazioni per le quali dovrei lasciare l'incarico». Se non dovesse arrivare - insiste Rossi - «ritengo che le inosservanze statutarie siano tali da dover determinare le dimissioni di chi ha commesso irregolarità nelle procedure». Al di là delle questioni di procedura, c'è la sostanza a dividere le due anime dei pensionati: il presidente che ribadisce l'appoggio a Baccelli e che lo contesta. «Come possiamo appoggiare un candidato - si chiede Rossi - che non ha mai convocato il partito dei pensionati al tavolo delle trattative? Come possiamo sostenere una coalizione che non ha messo in lista né il segretario regionale né quello provinciale dei pensionati? Questa mancata candidatura costituisce un danno di immagine sia per le persone fisiche che per il partito. E si deve rimediare».
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