Sicurezza
Consiglio straordinario sul teatro
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Antonio Sichi Sichi (Sel) chiede un nuovo confronto a Palazzo Santini
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LUCCA. Tornare in aula. Chiedere un nuovo consiglio comunale straordinario. Per Antonio Sichi, capogruppo di Sel a palazzo Orsetti, è questa l'unica via rimasta alla politica per riuscire a mandare via i vertici del teatro del Giglio. Di fronte alla reticenza del sindaco, Mauro Favilla, di dare seguito alla volontà del consiglio comunale - che a dicembre ha sfiduciato tutto il cda del Giglio - Sichi di dice stupito. «È chiara - attacca il capogruppo di opposizione - la volontà di Mauro Favilla di non voler affrontare il problema. Qualunque sindaco, di fronte alla gestione inefficiente, di fronte all'evidenza, si toglierebbe di torno un consiglio di amministrazione che ormai è solo zavorra. Oltretutto potrebbe procedere senza problemi in questa direzione, visto che ha il sostegno di tutto il consiglio comunale». In un primo momento, Favilla si era impegnato a cambiare cda al Giglio entro febbraio, poi il termine è slittato a marzo, poi all'approvazione del consuntivo che, essendo il secondo bilancio consecutivo in deficit del teatro, determina la decadenza automatica del consiglio. Ma ora Favilla non parla neppure più di sostituzioni. «In questo contesto - conclude Sichi - sfugge completamente quale sia il particolare vincolo che lega il sindaco al presidente del teatro e al cda. Sfugge perché mentre il consiglio non ha ancora approvato il consuntivo del 2010, in compenso ha già redatto il bilancio di previsione del 2011, decidendo perfino quali saranno le tre opere del prossimo cartellone».
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