Il Tirreno

Lucca

Co-produzioni

Collaborazione con Livorno e Pisa ok

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 LUCCA. «Comprensibile che il Giglio privilegi i rapporti con i teatri di tradizione, come Pisa e Livorno, anche per una questione di dimensioni». Per Marialina Marcucci, manager di lunga esperienza nel settore del marketing e della promozione, attuale presidente del Polo fiere, avalla la scelta del teatro comunale di privilegiare le co-produzioni liriche con i teatri di tradizione della costa.  «Pisa e Livorno - riprende Marialina Marcucci - hanno palcoscenici più vicini alle dimensioni del Giglio, al contrario del gran teatro all'aperto di Torre del Lago che è molto più grande. In realtà anche il teatro Verdi di Pisa e il teatro di Livorno hanno palcosceni più grandi di quello del Giglio. Tuttavia è possibile ipotizzare adattamenti con una certa facilità. Al contrario, adattare le scenografie pensate per un grande palco a un piccolo palco come quello del Giglio è difficile e costoso». Proprio quello che sostiene il Giglio, dovendo spiegare, proprio in questi giorni, perché ha preferito produrre il nuovo allestimento de La Bohème con Pisa, Livorno e Ravenna, invece che partecipare al progetto (già avviato) del festival Pucciniano di Torre del Lago. Pisa, invece, la pensa diversamente: infatti, in autunno ospiterà una versione riadattata di Madama Butterfly, con le scene create dallo scultore Kan Yasuda per Torre del Lago. Inoltre, sempre con Torre del Lago il teatro Verdi sta lavorando per una co-produzione nuova: La Traviata di Giuseppe Verdi, alla quale dovrebbe partecipare anche il teatro del Giglio. Che avrà gli stessi problemi di palcoscenico sollevati per bypassare la co-produzione de La Bohème con il festival Pucciniano.

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