Il Tirreno

Lucca

Prima vuole garanzie sulla politica culturale del Giglio e sulla volontà di «uscire dall’isolamento»

Fondazione, la Provincia aderisce con riserva

Fondazione, la Provincia aderisce con riserva

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LUCCA. La Provincia vuole entrare nella fondazione Teatro del Giglio, ancora tutta da inventare. Ma prima vuole che il Comune risponda (con i fatti) a un paio di domande: qual'è la politica culturale del Giglio? Ha intenzione di creare un circuito virtuoso con i teatri della Valle del Serchio e, soprattutto, con il festival Pucciniano di Torre del Lago?  Queste risposte - ammette il presidente della Provincia, Stefano Baccelli - sono pregiudiziali all'ingresso di Palazzo Ducale nella fondazione del teatro. E senza impegni precisi in questo senso, lascia intendere Baccelli, è anche inutile che il Comune continui a spedire in piazza Napoleone lettere di richiesta di adesione alla fondazione. Tanto più se ricalcano - assicura il presidente - «la corrispondenza del 2007, quando già si parlava del progetto». L'idea della fondazione per il Giglio, infatti, ricorda Baccelli non è nuova. «Risale - dice - già ai tempi del commissario prefettizio, Francesco Lococciolo. Già nel 2006, appena eletto strinsi un accordo per l'ingresso della Provincia nella fondazione del Giglio che doveva essere costituita. La mia idea era che il teatro comunale di Lucca potesse guidare e coordinare l'attività dei piccoli ma gloriosi teatri della Valle del Serchio, con una buona tradizione ma costi di manutenzione alti. Ugualmente l'idea era che il Giglio potesse stringere un accordo con il festival Pucciniano di Torre del Lago. Di questo progetto, però, non è rimasto niente». Eppure - sottolinea Baccelli - l'operazione era già avanzata: «Io avevo anche già messo a disposizione del Comune, un nostro dirigente, Giuseppe Bartelloni, per la stesura dello statuto di questa fondazione. Non solo. Nel 2007 avevo anche fatto presente che, nella fase iniziale, la Provincia sarebbe stata rappresentata da me nella fondazione del Giglio. Poi è precipitato tutto». Al Giglio, infatti, c'è stata una fase di commissariamento «alla quale è seguita è la nomina di Aldo Casali e di un cda senza neppure un consigliere per la Provincia. Al tempo stesso il Comune ha anche smontato tutto l'impianto della fondazione pensata ai tempi di Lococciolo. Infatti, Casali ha preferito creare l'associazione "Amici del teatro" alla fondazione, andando in cerca di sponsor privati senza poter garantire a nessuno un ruolo nella gestione del teatro». Così i soldi non sono arrivati e ora - polemizza Baccelli - il Comune «dopo tre anni cerca di nuovo la Provincia e i suoi soldi per costituire la fondazione. Noi i fondi li avevamo accantonati, ma grazie ai tagli agi enti locali il contributo non c'è più. Tuttavia siamo disposti a riprendere il discorso. A patto che il Giglio sia aperto alle collaborazioni con gli altri teatri».

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